Registro obbligatorio e 15 milioni di rubli di capitale per chi scambia criptovalute in contanti
L'entrata in vigore della legge russa sulle valute digitali il 1° settembre 2026 porta sotto vigilanza un segmento finora interamente informale: gli uffici di cambio in criptovaluta, cresciuti soprattutto nella torre Federacija del quartiere d'affari Mosca-City e finora privi di qualsiasi statuto giuridico.
Il testo crea la figura dell'"organizzatore della circolazione delle valute digitali", che entra nello stesso perimetro di borse, broker, depositari e società di gestione.
Per l'iscrizione al registro tenuto dalla Banca centrale servono almeno 15 milioni di rubli di mezzi propri, un sistema di controllo interno, requisiti di onorabilità per dirigenti e dipendenti, separazione contabile fra attivi propri e della clientela, software principale e di riserva ospitato in Russia, conservazione decennale dei dati e sistemi antifrode; in caso di perdita di criptovaluta per verifiche omesse, l'operatore deve risarcire entro trenta giorni.
Due o più operazioni mensili oltre 3,5 milioni di rubli complessivi configurano attività di cambio soggetta a registrazione. Il periodo transitorio si chiude il 1° luglio 2027: da allora le operazioni dei residenti fuori dalle piattaforme autorizzate diventano illecite, le banche dovranno bloccare i bonifici verso quei destinatari ed è in preparazione una fattispecie penale. In parallelo l'Fsb ha fermato oltre venti presunti operatori di uffici non autorizzati accusati di riciclare, convertire e trasferire all'estero denaro sottratto ai risparmiatori.
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