La società CK Hutchison, conglomerato di Hong Kong attivo in finanza, logistica, infrastrutture e telecomunicazioni, è stata espulsa improvvisamente da Panama: la Corte Suprema panamense ha dichiarato incostituzionale la concessione con cui la controllata Panama Ports Company (PPC) gestiva dal 1997 i porti di Balboa e Cristobal, principali snodi del Canale di Panama. La concessione era stata estesa nel 2021 per 25 anni.
Il giorno successivo, la gestione dei porti è stata affidata temporaneamente a Maersk, tramite APM Terminals, come “amministratore ad interim”. CK Hutchison ha annunciato l’avvio di un arbitrato internazionale contro Panama, denunciando pressioni statali e perdite rilevanti legate a questa decisione.
La società aveva inoltre pianificato di vendere il 90% della PPC a BlackRock per circa 19 miliardi di dollari, operazione ora sospesa a causa della controversia. La vicenda ha scatenato tensioni diplomatiche: la Cina ha accusato Panama di cedere alle pressioni degli Stati Uniti, sostenendo che l’azione mira a limitare il ruolo cinese nel controllo strategico del Canale.
Pechino ha minacciato conseguenze economiche e politiche, mentre il governo panamense, attraverso il presidente José Raúl Mulino, ha ribadito il rispetto della sovranità giudiziaria e dello stato di diritto, respingendo qualsiasi pressione esterna. Secondo un rapporto di settore, che cita dati della società di ricerca marittima Clarksons, la Cina domina il mercato mondiale degli ordini di costruzione navale, con quasi due terzi degli ordini globali destinati ai cantieri cinesi nel 2025.
Allo stesso tempo, circa il 40% del traffico container statunitense transita ogni anno attraverso il Canale di Panama, movimentando complessivamente circa 270 miliardi di dollari di merci all'anno. Qualsiasi espansione del predominio marittimo di Pechino, pertanto, potrebbe esporre gli Stati Uniti e i loro alleati al rischio di una dipendenza simile a quella che affrontano per i minerali critici e le terre rare.