Con il crescente conflitto di opinioni e posizioni riguardo alla nuova iniziativa dell’inviato dell’ONU, Abdoulaye Bathily, soprattutto tra coloro che erano stati esclusi dalla cerchia degli invitati al "tavolo a cinque", che ha rinnovato la divisione tra gli assi Est e Ovest sulla scena politica libica, motivo per cui alcuni ritengono che si sta aprendo la tendenza ad allargare il pentapartito fino a diventare “5+1”. Le critiche alla nuova iniziativa Bathily sollevano dubbi sulla possibilità che il suo destino sia migliore di quello delle precedenti iniziative internazionali, da Skhirat a Berlino passando per Ginevra, e mentre i suoi artefici volevano che ponesse fine alle fasi transitorie successive dal 2011, non hanno fatto altro che rinnovare la divisione, riportando il discorso sull’esclusione e sull’emarginazione, su cui si sono concentrati anche i rappresentanti del Sud.

Il senegalese Bathily, in missione da 14 mesi, sostiene di poter risolvere la complessa situazione in Libia e ha dichiarato di aver accettato “il peggio lavoro nel mondo" nell'ambito dell'accusa alla maggior parte dei protagonisti della crisi libica di voler rinviare le elezioni presidenziali e parlamentari fino a data sconosciuta. Bathily ha sintetizzato il problema della maggior parte di questi partiti, accusandoli di essere “preoccupati solo dei guadagni inaspettati del petrolio, della mancanza di fiducia tra Camera dei Rappresentanti e Consiglio di Stato e dei disaccordi nel formare un governo unitario".