Il Primo Ministro cinese, Li Qiang, ha annunciato al World Economic Forum di Davos che l'economia cinese è cresciuta di circa il 5,2% nel 2023, superando leggermente l'obiettivo ufficiale stabilito da Pechino, fissato intorno al 5% come limite raggiunto nell'anno precedente. Tali risultati sembrano placare i timori emersi a causa di una serie di problemi economici, tra cui una crisi immobiliare, un tasso di disoccupazione giovanile record, la deflazione e una popolazione in rapido invecchiamento.
Gli economisti internazionali prevedono ampiamente un rallentamento della crescita cinese al 4,5% quest'anno, in assenza del rimbalzo economico post-lockdown che ha sostenuto il tasso di crescita della Cina nel 2023, la crescita sembra destinata a indebolirsi quest’anno, limitando anche il sostegno che la Cina potrebbe fornire al resto dell’economia mondiale. Al contempo, l'economia cinese è sull’orlo di una trappola deflazionistica, in quanto l’inflazione dei prezzi al consumo è stata negativa in quattro degli ultimi sei mesi, e ciò rischia di trasformarsi in una spirale che si autoalimenta se le famiglie rinviano gli acquisti nella speranza che i prezzi continuino a scendere.
Inoltre, le aziende restano preoccupate per quanto si estenderà la loro autonomia in un paese in cui il governo ha espresso l’impegno a contenere quella che definisce “l’espansione sfrenata del capitale”.