Il presidente Xi Jinping ha promesso una "grande rinascita della nazione cinese" e mira a portare il PIL pro capite al livello di un Paese "moderatamente sviluppato". Tuttavia, mantenere il tasso di crescita al 5% si rivela complicato senza riforme strutturali.

La necessità di emettere più obbligazioni e aumentare la spesa pubblica è evidente, ma l'idea che ciò possa portare a inflazione e collasso economico persiste tra esponenti del partito e la popolazione. Grazie all'intervento massiccio del governo cinese, non si sono verificati sintomi acuti dello scoppio di una bolla immobiliare, tuttavia le conseguenze di tale alterazione da parte dello Stato potrebbero avere l'effetto opposto nel lungo termine.

Come noto, la crescita economica della Cina ha subito un rallentamento significativo, attirando l'attenzione globale. La recessione nel settore immobiliare, che rappresenta un quarto del PIL, è senza precedenti.

Rispetto al 2019, la costruzione di nuove abitazioni e le vendite nel 2023 sono diminuite rispettivamente del 54% e del 59%. La causa principale del rallentamento è attribuita a una crescita economica basata pesantemente su debiti e investimenti degli ultimi dieci anni, che ha raggiunto il suo limite.

Dopo la crisi finanziaria globale del 2008, la Cina ha visto un massiccio afflusso di investimenti nel settore industriale, infrastrutture pubbliche e immobili, principalmente finanziati da debiti. Benché questi investimenti abbiano temporaneamente stimolato la crescita, hanno portato a significativi sprechi e investimenti speculativi.

Secondo gli analisti, i debiti e le attività finanziarie di bassa qualità sono come tossine che il governo cinese ha tardato a eliminare, aggravando ulteriormente la situazione economica. Il governo ha annunciato l'emissione di 1 trilione di RMB in obbligazioni speciali a lungo termine e progetta di emetterle regolarmente nei prossimi anni per sostenere la crescita.

Tuttavia, il mercato azionario non ha reagito positivamente, principalmente a causa della mancanza di nuove misure per affrontare i problemi immobiliari e le crisi finanziarie locali. La crisi attuale non è un fenomeno ciclico ma radicato in problemi strutturali, come la distribuzione diseguale della ricchezza, che richiedono riforme significative per essere risolti.