In Pakistan, l'inclusione di giornalisti e attivisti politici nella Quarta Lista del codice anti-terrorismo ha suscitato preoccupazione per l'uso improprio di leggi progettate per contrastare il terrorismo. Muhammad Farooq Mehsud, un giornalista esperto che riporta sugli affari politici e sulla militanza nelle aree tribali, è stato scioccato nel trovare il proprio nome su questa lista, solitamente riservata a terroristi sospetti.

L'inclusione nella Quarta Lista comporta gravi restrizioni, congelamento dei conti bancari, un divieto sui passaporti, e altre limitazioni. Sebbene l'amministrazione distrettuale abbia successivamente emesso una correzione per rimuovere i nomi dei giornalisti, i nomi di Mehsud e dei suoi colleghi rimangono sulla lista, con conti bancari ancora bloccati.

Originariamente destinata a monitorare e restringere le attività di militanti hardcore, la Quarta Lista è ora criticata per la sua applicazione estesa a personalità politiche ed esponenti dei diritti umani. Recentemente, le autorità hanno incluso membri del Movimento Pashtun Tahaffuz (PTM) e del Comitato Baloch Yakjehti (BYC), tra cui giornalisti e accademici di Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan.

L'uso della Quarta Lista si è ampliato significativamente dopo il bando al PTM, sollevando preoccupazioni che misure antiterrorismo siano utilizzate per sopprimere le voci dissidenti. Recentemente, l'inserimento nell'elenco di leader e sostenitori di gruppi come PTM e BYC è stato pesantemente criticato, con molti che affermano che i diritti democratici e costituzionali vengono calpestati.

Critici sostengono che l’abuso delle leggi antiterrorismo per motivi politici erosiona la loro efficacia contro il vero terrorismo. Personalità come Qazi Khizer della Commissione per i Diritti Umani del Pakistan mettono in guardia sui pericoli di questa tendenza, esortando ad affrontare le questioni politiche attraverso mezzi politici e non con leggi concepite per la lotta al terrorismo.

L'uso improprio della Quarta Lista sottolinea una tendenza pericolosa in Pakistan, sollevando dubbi sulla possibile trasformazione delle leggi antiterrorismo in strumenti di repressione politica.