Si è tenuta a Istanbul la prima riunione del Consiglio dei Ministri del progetto della "Development" Road, costituito lo scorso aprile da Turchia, Iraq, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Qatar, con la firma del Memorandum d'Intesa. La riunione è stata seguita da una conferenza stampa del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture della Turchia, Abdülkadir Uraloğlu, e del Ministro dei Trasporti dell'Iraq, Rezzak Muheybes es-Sadavi.

Il Ministro Uraloğlu ha evidenziato come i lavori del progetto stiano procedendo in collaborazione tra i quattro paesi, sottolineando il potenziale impatto economico e sociale non solo per questi stati ma per l'intera regione. Il progetto è stato descritto come essenziale per la costituzione di collaborazioni economiche e il miglioramento delle attività commerciali estere attraverso la creazione di infrastrutture di trasporto sicure e continue.

Durante la riunione, si è discusso dell'importanza del Consiglio dei Ministri per portare la cooperazione tra i quattro paesi al più alto livello possibile e per garantire un'implementazione rapida e coordinata del progetto.

La "Strada dello Sviluppo" prevede la costruzione di collegamenti stradali e ferroviari continui dal porto di Al-Faw in Iraq fino a Londra, riducendo significativamente i tempi di viaggio tra Asia ed Europa attraverso la Turchia e risparmiando fino a 15 giorni rispetto al percorso attraverso il Canale di Suez. Questo contribuirà anche a ridurre del 30% i costi logistici, un fattore cruciale in un contesto di cambiamenti economici globali.

Inoltre, Uraloğlu ha segnalato che il progetto completerà i corridoi commerciali esistenti e stabilirà nuove rotte Nord-Sud, apportando benefici diretti al sistema commerciale globale e contribuendo allo sviluppo delle economie partecipanti. Proposte successive hanno incluso l'idea di allargare il progetto "Strada dello Sviluppo" anche a paesi come l'Arabia Saudita e l'Iran, al fine di espandere ulteriormente i benefici collettivi e migliorare il settore dei trasporti e della logistica a livello ancora più ampio.

Il progetto promette quindi non solo di far progredire gli stati coinvolti ma anche di rafforzare la posizione della regione all'interno dei mercati globali, offrendo una risposta tangibile alle sfide logistiche contemporanee.