Le ricerche per la futura installazione di cavi sottomarini del progetto di collegamento elettrico Creta-Cipro (Great Sea Interconnector-GSI) ha provocato nuove tensioni tra Turchia e Grecia. Con il pretesto di "violazione della piattaforma continentale turca", Ankara ha schierato nelle ultime 24 ore fino a cinque navi da guerra in un'area situata appena fuori dai limiti delle acque territoriali tra Kasos e Scarpanto.
Le recenti tensioni si sono verificate prima mentre la nave "Teliri" stava ponendo il cavo sottomarino in fibra ottica, e successivamente le ricerche della nave "Ievoli Relume" battente bandiera italiana. In ambedue i casi, per definizione non influenzano la piattaforma continentale, ma toccano corde sensibili della diplomazia turca nel Mediterraneo orientale.
La presenza della nave di ricerca ha gradualmente provocato l'invio di due fregate e una corvetta dalla marina turca, in particolare le navi "Gokova", "Gokcu" e "Beykoz", al di fuori delle acque territoriali greche, tra le isole di Kassos e Karpathos, nel sud-est dell’Egeo, sostenendo che la piattaforma continentale turca fosse stata violata. Inizialmente, da parte greca, nella zona delle ricerche era presente solo la cannoniera "Aittitos", ma dopo il rafforzamento della presenza turca è stato ritenuto necessario inviare anche la fregata "Nikiphoros Fokas" nello stretto di Kasos e Scarpanto, a distanza adeguata dalle ricerche della nave italiana, sottolinea Kathimerini.
Dopo le 19:00 di lunedì pomeriggio, nell'area sono arrivate altre due motovedette missilistiche della marina turca, dando l'impressione che Ankara voglia addirittura annullare le ricerche della nave battente bandiera italiana. Da Atene è stato deciso di non segnalare un'escalation, quindi successivamente è giunta nella zona solo una pattuglia costiera della guardia costiera.