La Russia ha proposto ai paesi BRICS un nuovo meccanismo per i pagamenti transfrontalieri. Questi potranno avvenire sulla piattaforma BRICS Bridge, sotto forma di attivi finanziari digitali emessi dalle Banche Centrali, con i quali le parti potranno effettuare pagamenti "praticamente immediati", con costi minimi.

Lo ha dichiarato il Ministro delle Finanze Anton Siluanov, spiegando che il progetto è in fase di "approfondita elaborazione". Secondo gli esperti quando e come verrà realizzato è ancora incerto.

L'interesse di questa piattaforma risiede nell'uso di token per eseguire pagamenti. Anche se sotto forma di attivi finanziari digitali, probabilmente sarà basata su tecnologia blockchain, rendendo il tutto più veloce.

Si tratta di un sistema che richiama il progetto a mBridge, sviluppato da Cina, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti, che ha portato un lavoro di tre anni. Una delle principali opzioni per garantire questi attivi finanziari digitali è ancorarli alle valute nazionali dei paesi coinvolti.

Potrebbe trattarsi di un meccanismo simile ai Diritti Speciali di Prelievo (SDR). Le diverse nazioni partecipanti avrebbero quote in un fondo di riserva, denominato nelle loro valute nazionali, per supportare questa nuova valuta e permettere la denominazione dei contratti commerciali internazionali, allontanandosi dal monopolio del dollaro.

Tuttavia tali cambiamenti legali, richiedendo l'accordo simultaneo di diverse grandi nazioni, non saranno rapidi. Se la nuova piattaforma avrà successo, costringerà i grandi operatori del mercato finanziario a fare una scelta netta: adottare il nuovo sistema o rimanere con i tradizionali canali di pagamento, rischiando sanzioni.

Inoltre, i rischi di sanzioni potrebbero pertanto riguardare anche i partecipanti alla piattaforma BRICS Bridge, così com'è esposto l'SPFS, il sistema russo di messaggistica finanziaria che ha sostituito SWIFT.