Nel mese di febbraio, le esportazioni russe di olio combustibile e gasolio sottovuoto (VGO) verso Cina e India hanno registrato un notevole aumento, a seguito dell'embargo totale imposto dall'Unione Europea sui prodotti petroliferi russi. Dopo l'introduzione delle sanzioni europee, la Russia ha deviato gran parte delle sue esportazioni di olio combustibile e VGO verso i mercati asiatici.
I dati della LSEG e le analisi di Reuters mostrano che le spedizioni dirette da porti russi verso l'India sono cresciute, passando da 0,46 milioni di tonnellate a gennaio a 0,7 milioni di tonnellate a febbraio. Analogamente, le forniture verso la Cina ammontano a 0,7 milioni di tonnellate nello stesso periodo.
Altri paesi asiatici, come Singapore e la Malesia, hanno ricevuto rispettivamente 0,63 milioni e circa 120.000 tonnellate. Nonostante gli embarghi, un volume significativo di olio combustibile e VGO russo è stato trasferito anche tramite carichi navali da nave a nave vicino al porto greco di Kalamata, totalizzando circa 0,7 milioni di tonnellate, con destinazione finale presumibilmente in Asia.
Parallelamente, le esportazioni verso la Turchia hanno mostrato un calo, scendendo a circa 215.000 tonnellate da 340.000 tonnellate il mese precedente. Al contrario, le esportazioni verso il Senegal sono sensibilmente aumentate, raggiungendo i 187.300 tonnellate, in risposta alla crescente domanda di bunker e alla diversificazione dei percorsi commerciali che evitano il Mar Rosso.
In conclusione, le esportazioni russe di questi prodotti petroliferi hanno registrato una crescita del 9% su base mensile, attestandosi a 3,76 milioni di tonnellate in febbraio, segnando una tendenza di adattamento del mercato energetico globale alle nuove dinamiche geopolitiche.