Nonostante il clima positivo dei colloqui tra Erdoğan e Mitsotakis, persiste una serie di questioni su cui i due Paesi hanno divergenze di opinioni. Uno di questi argomenti riguarda i parchi marini.
Il Ministro degli Esteri greco, Giorgos Gerapetritis, ha dichiarato che i progetti saranno attuati una volta completate le procedure necessarie, mentre il suo omologo turco, Hakan Fidan, ha affermato che l'argomento "non è un innocuo progetto ambientale." Ad ogni modo, Atene intende imporre la propria posizione in merito alla realizzazione dei parchi marini, i quali rappresentano l'epitome della protezione dell'ambiente. Con impegni per circa 11,5 miliardi di dollari, la Grecia ha dichiarato che istituirà due parchi marini basati su criteri ambientali, ed attualmente continua la fase di studio, per poi individuare i punti geografici, in conformità con "la sovranità marittima del Paese".
Mitsotakis ha sottolineato l'importanza di lasciare indietro le tensioni e di poter discutere civilmente delle divergenze senza minacce belliche, chiarendo quindi che i parchi marini verranno realizzati, i quali non riguardano la Turchia e non nascondono secondi fini. Dall'altra parte, Ankara ha espresso chiaramente la sua opposizione al piano greco sui parchi marini, affermando che "le due parti concordano oggi sul fatto che non dovrebbero essere fatti passi unilaterali".