La Corte Costituzionale della Repubblica di Croazia ha emesso una decisione critica che vieta a Zoran Milanovic, attuale Presidente della Repubblica, di assumere il ruolo di mandatario per la formazione del nuovo governo. Questa misura giunge dopo che Milanovic è stato avvertito il 18 marzo 2024 di non candidarsi nelle liste elettorali di nessun partito politico o di liste indipendenti, poiché tale comportamento è da considerarsi incompatibile con le funzioni e il ruolo costituzionale del Presidente.
L'avviso iniziale era volto a mantenere l'imparzialità richiesta dal suo incarico presidenziale e a sostenere il principio di separazione dei poteri. Nonostante ciò, Milanović ha continuato la sua campagna, annunciando pubblicamente la sua intenzione di candidarsi come futuro Presidente del Governo e presentando il suo programma politico e i membri della sua futura amministrazione.
La Corte ha sottolineato che tali azioni violano direttamente l'articolo 89 della Legge Costituzionale sulla Corte Costituzionale. Inoltre, è stata richiamata l'attenzione sul fatto che ogni violazione potrebbe minare la democrazia politica e il sistema di governo multipartitico, valori che il Presidente si è impegnato a rispettare prestando giuramento.
Nonostante la chiara posizione della Corte e le direttive della Commissione Elettorale Statale, Milanovic non ha presentato le dimissioni e ha continuato la sua campagna, mettendo così a rischio la validità del suo potenziale mandato come primo ministro e la stessa integrità del processo elettorale. Questa decisione della Corte Costituzionale serve come un chiaro promemoria che le posizioni di Presidente del Paese e di candidato a primo ministro sono inconciliabili, enfatizzando ulteriormente la necessità di rispettare il quadro costituzionale e legale di fronte all'ambizione personale e alle aspettative politiche.