La compagnia americana Regulus Global, con sede in Virginia, ha acquistato una significativa quota di azioni in due importanti aziende di armamenti in Bosnia Erzegovina, Pretis e Binas. Questa mossa è vista come un tentativo degli Stati Uniti di garantire una fonte supplementare di armi e munizioni per l'Ucraina, in un periodo in cui la richiesta di munizioni è in forte aumento a livello globale.
Il direttore di Tehnički remont Bratunac (TRB), Slavenko Ristic, ha esposto la sua visione riguardo l'acquisizione del 33% di Pretis, noto per la produzione di granate da 155 millimetri, e circa il 23% di Binas, che produce esplosivi. Ristic ritiene che questa azione sia parte di una strategia più ampia degli USA per mantenere il flusso di munizioni verso Kiev, potenziando la logistica e riducendo i costi grazie alla vicinanza geografica della Bosnia al teatro di guerra ucraino.
L'introduzione statunitense nelle industrie di armamenti locali ha sollevato preoccupazioni circa il potenziale ruolo della Bosnia come complice nel conflitto ucraino, un ruolo che alcuni osservatori ritengono possa esporre il paese a conseguenze legali e di immagine internazionali. Slobodan Zupljanin, decano della Facoltà di Sicurezza e Protezione di Banja Luka, ha sottolineato anche l'impossibilità di prevenire tali commerci che spesso travalicano i confini della legalità.
Egli ha messo in luce la complessità delle reti internazionali di commercio d'armi, spesso al di fuori delle regolamentazioni ufficiali. In conclusione, se da una parte l'acquisto di azioni da parte di "Regulus Global" può sembrare una mossa commerciale legittima, d'altra parte solleva interrogativi su come il commercio di armi possa essere influenzato da decisioni politiche internazionali e sulla possibile escalation del coinvolgimento bosniaco nel conflitto in Ucraina.