Parallelamente all'aumento delle tensioni tra Israele e Hezbollah, nonostante i tentativi di evitare un conflitto su larga scala, la nuova convergenza regionale, che vede un riavvicinamento tra Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, potrebbe offrire una soluzione per per attenuare il conflitto. Secondo alcuni osservatori, in questo clima, la possibilità di una maggior presenza turca in Libano potrebbe essere una via di uscita per Hezbollah e Israele.
Tuttavia, la Turchia chiederebbe qualcosa in cambio, tra cui concessioni da parte dell'Iran sulla Siria. La situazione interna in Siria è complessa, con il sostegno dell'Iran ad Assad che blocca i tentativi di pace.
L'Arabia Saudita è al lavoro per organizzare una conferenza che potrebbe portare una nuova costituzione per la Siria, cosa che rappresenterebbe una vittoria diplomatica per il regno saudita e la Turchia. Nel frattempo, un ulteriore aumento della presenza turca in Libano potrebbe essere necessario per limitare l'influenza di Israele in Libano e facilitare il rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Anche se Hezbollah potrebbe non apprezzare la presenza turca, potrebbe vederla come un male minore rispetto alla guerra totale. La Finul, la forza di mantenimento della pace delle nazioni unite in Libano, non è riuscita a garantire la cessazione delle ostilità, ma una presenza turca potrebbe essere più persuasiva.
Per concludere qualsiasi accordo con la Turchia, il Libano avrà bisogno di un vero governo operativo. Di conseguenza, Hezbollah dovrà fare un'altra concessione: permettere l'elezione di un presidente e la formazione di un governo.
Insomma, una presenza turca in Libano potrebbe essere la soluzione per impedire un attacco al paese e servire come una zona cuscinetto per prevenire un'escalation indesiderabile.