9 arresti
Bari - La procura di Bari ha rilasciato 9 mandati di cattura eseguiti dalla polizia cittadina, che hanno portato all'arresto di 8 albanesi e un italiano.
Gli arresti sono avvenuti nel quadro dell'operazione nota come "Durres 2009" per la lotta al narcotraffico, guidata dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Bari, con la partecipazione di Interpol, la Dcsa e forze di polizia tedesche, albanesi e inglesi . Gli inquirenti dell'antimafia italiana hanno accertato che gli ordini provenivano direttamente da Durazzo, per essere poi attuati dalle cellule di traffico e distribuzione di droga situate in diverse città italiane e tedesche. L'organizzazione criminale utilizzava il commercio di vestiti per coprire il traffico di droga che giungeva in Italia dalla Spagna e dall'America Latina. Considerata come un'organizzazione internazionale, essa agiva tra la Germania, l`Albania e l`Italia con sedi in diverse città italiane, tra cui Bari, Molfetta, Trento, Rimini e La Spezia. Le carte SIM degli arrestati contengono messaggi e telefonate in codice. L'operazione conferma che il porto di Bari rappresenta un'importante crocevia dell’import-export di droga, mentre l'Albania comincia ad importare cocaina dalla Germania (e qui si presume dalla Colombia) che raggiungeva la prima base di stoccaggio di Rimini e veniva poi distribuita a La Spezia, Trento e, infine, giungeva a Molfetta dove la criminalità albanese aveva una base importante e annesso un’unica cellula italiana, un commerciante di Bitonto, Agostino Murgolo, diventato loro referente.
Secondo i media italiani, a capo dell'organizzazione era un albanese, identificato con le iniziali H. S, dell'età 48 anni. Questi godeva della collaborazione, in Italia e in Germania, dei due luogotenenti Andrea Hila, residente in Molfetta, e Luigj Mrinj. I traffici illeciti venivano pianificati nei minimi particolari, nel corso di veri e propri summit che si tenevano in Albania. Stabiliti i dettagli operativi, il capo raggiungeva l’Italia dove, coadiuvato da uno dei suoi luogotenenti incontrava gli altri accoliti, tra cui Agron Metvelaj, referente per Molfetta, e il commerciante italiano punto di riferimento per Bitonto. Non mancavano ai summit il referente per la piazza di Rimini, quello per Trento e provincia e quello per La Spezia; quest’ultimi veri e propri grossisti dello stupefacente per il Nord Italia. Usavano pochissimo il telefono, per non essere intercettati, parlando in codice per fuorviare gl investigatori. Cellule dell’organizzazione che il capo poteva anche controllare in modo diretto essendo riuscito a procurarsi il permesso di soggiorno in qualità di dipendente di un bar del porto di Molfetta gestito da un suo connazionale, Agron Metvelaj, suo referente in Puglia. Proprio la cellula di Molfetta usava abitazioni di connazionali in vacanza, avendo ottenuto il possesso delle chiavi, per parcheggiare la droga in attesa di essere stoccata. Gli arresti, tutti per traffico internazionale di stupefacenti, sono stati eseguiti in diversi paesi d’Europa.