Secondo informazioni informali, il gruppo giapponese Mitsubishi Corporation ha deciso di chiudere la propria sede di Tunisi e di fonderla con quella di Casablanca. Questa decisione del gruppo giapponese ha suscitato reazioni divergenti da parte dei tunisini e degli osservatori dell'economia del paese.

Per i principali detrattori del Governo, si tratterebbe di un esempio di fallimento del potere nell’attuazione delle riforme richieste dal FMI, comprese quelle relative al miglioramento del clima imprenditoriale e alla promozione dell’attrattiva del settore produttivo tunisino per gli investitori stranieri. Alcuni hanno addirittura percepito un clamoroso fallimento dell’ottava Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo in Africa (TICAD 8), che si è tenuta dal 27 al 28 agosto 2022 a Tunisi.

Per altri, dotati di buon senso, la partenza del colosso giapponese da Tunisi, che ha costruito diverse centrali in Tunisia tra cui una a doppio ciclo Radès “C”, può essere spiegata con un cambio di strategia e una ridistribuzione internazionale del gruppo. Sarebbe dettato anche dall’assenza di business interessanti in Tunisia, il paese è ancora instabile e si trova ancora ad affrontare enormi e molteplici difficoltà.