La Serbia ha un ruolo strategico nei Balcani, capace di favorire il collegamento degli interessi economici e politici tra Cina e UE e di stimolare uno sviluppo congiunto della regione. La visita del Presidente della Serbia in Cina, Aleksandar Vucic mira anche la concretizzazione di nuovi investimenti cinesi in Serbia e alla continuazione dei progetti già avviati nell’Europa centro-orientale, reciprocamente vantaggiosi e, indirettamente, destinati ad attenuare le tensioni nelle relazioni tra Cina ed Europa.

La visita ha portato nuovi accordi con aziende cinesi per una valore complessivo di circa 953 milioni di euro. Gli accordi commerciali sono stati firmati con diverse grandi imprese cinesi, tra cui Minth Group, SHAC, BMTS Group e Xingyu, mentre ulteriori investimenti sono stati annunciati da aziende come Linglong Tire e Yusei.

I progetti riguardano settori strategici come industria, energia, infrastrutture, tecnologia e sviluppo di nuove zone industriali. Durante la sua visita in Cina, il presidente Vucic ha visitato centri di innovazione tecnologica, tra cui quello di Minth, sottolineando l’importanza della robotica e delle nuove tecnologie per il futuro sviluppo industriale della Serbia.

Un elemento centrale del messaggio politico è l’investimento nella formazione dei giovani, cosi circa 500 studenti serbi potranno recarsi in Cina per acquisire nuove competenze in tecnologia, industria e innovazione, con l’obiettivo di riportare queste conoscenze in Serbia e rafforzare il capitale umano del Paese. Inoltre, entro il 15 luglio dovrebbe iniziare la prima fase della produzione di robot umanoidi in Serbia, che riguarderà principalmente il loro assemblaggio.

Nelle fasi successive, il progetto si estenderà allo sviluppo di 'data factory' e all’utilizzo più avanzato dell’intelligenza artificiale. Sul piano economico, la Serbia è descritta come un hub chiave della Belt and Road Initiative, con accordi di libero scambio e investimenti cinesi in infrastrutture strategiche, energia e miniere.

La Cina è indicata come uno dei principali investitori e partner commerciali del Paese, pur restando l’ Unione Europea il principale partner commerciale complessivo. Questi legami possano trasformare la Serbia in un “proxy economico” della Cina all’ interno dell’ Europa, complicando il futuro percorso di adesione all’UE e indebolendo la capacità dell’Unione di limitare l’influenza economica cinese.