Il rafforzamento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e l’accettazione di pagamenti in yuan per il transito delle navi rappresentano segnali iniziali di un cambiamento nelle modalità di regolamento del commercio petrolifero. In questo contesto, stanno emergendo cambiamenti più profondi legati ai sistemi di pagamento e all’architettura finanziaria globale.

Accanto al sistema tradizionale dominato dal dollaro e da infrastrutture come SWIFT, si stanno sviluppando circuiti alternativi che mirano a ridurre la dipendenza dal sistema statunitense. Tra questi, assume un ruolo centrale la strategia della Cina, che sta costruendo un ecosistema finanziario parallelo basato su tre pilastri: il sistema di pagamenti internazionali in yuan (CIPS), la valuta digitale della banca centrale (e-CNY) e piattaforme di regolamento transfrontaliero come mBridge.

Questi strumenti permettono regolamenti diretti tra paesi senza passare dal dollaro o dai circuiti finanziari occidentali, riducendo tempi, costi e soprattutto l’esposizione al controllo giuridico e alle sanzioni degli Stati Uniti. In particolare, mBridge consente il regolamento tra valute digitali delle banche centrali, mentre CIPS offre un’alternativa al clearing in dollari.

Parallelamente, l’e-CNY rappresenta un’evoluzione della politica monetaria cinese, integrando funzioni di pagamento, controllo dei flussi e potenziale utilizzo internazionale. L’uso crescente di questi strumenti si inserisce in un contesto più ampio di de-dollarizzazione graduale.

Alcuni paesi stanno già adottando accordi in valute locali, swap valutari e sistemi multilaterali per bypassare il dollaro, mentre una parte del commercio energetico — in particolare tra Asia, Russia e Iran — avviene sempre più in yuan o altre valute. Anche iniziative nel Golfo e in Asia indicano una crescente apertura verso sistemi alternativi, rafforzata dal fatto che la maggior parte del petrolio mediorientale è oggi destinata ai mercati asiatici.

Nonostante queste trasformazioni, il dollaro mantiene ancora una posizione dominante grazie alla profondità dei mercati finanziari statunitensi e al suo ruolo nelle riserve globali.La Cina, in questo scenario, non mira a sostituire immediatamente il sistema esistente, ma a costruire infrastrutture parallele che nel tempo possano ridurre la centralità del dollaro e rafforzare il ruolo dello yuan, soprattutto nei flussi commerciali e energetici tra Asia e Medio Oriente.