Il 31 gennaio Istanbul ha ospitato il Forum sulla Ricostruzione dell'Ucraina, nel quadro dell'interno della Turchia a discutere della possibilità di cooperazione tra due Paesi e dei progetti infrastrutturali in cui le società turche avranno un ruolo attivo. Particolare attenzione è stata posta all'accordo sul "corridoio dei cereali", considerando attualmente vi sono più di dodici navi che hanno ​​difficoltà a raggiungere l'Ucraina.

Infatti, le navi provenienti dalla Crimea finiscono per arrivare in Turchia, mentre le autorità ucraine ne perdono il contatto, o non riescono ad individuare con precisione il punto di partenza, a causa della disattivazione del sistema di rilevamento automatico. Di contro, quando vengono effettuati controlli, vengono applicate sanzioni molto dure, compreso il rimpatrio delle navi.

Anche, il settore edile turco, che ha completato con successo circa 12.071 progetti in 135 paesi, è pronto a fornire tutta la sua esperienza e capacità per la ricostruzione dell'Ucraina, a dimostrazione della prerogativa di Ankara di mantenere buone relazioni con tutti i suoi vicini, nonostante le crisi regionali in corso. Nei prossimi mesi entrerà in vigore l'accorso di libero scambio tra la Turchia e la Ucraina, non appena saranno completate le procedure di approvazioni ufficiali in entrambi Paesi.