Il Vietnam aspira a diventare un centro finanziario globale e il governo progetta due centri finanziari speciali, nella Ho Chi Minh City e nella località balneare di Danang, con regole semplificate per attrarre investitori stranieri, agevolazioni fiscali, sostegno alle startup del settore finanziario e modalità più semplici per risolvere le controversie commerciali. Sta inoltre investendo massicciamente nelle infrastrutture, tra cui centrali nucleari civili e una ferrovia ad alta velocità Nord-Sud da 67 miliardi di dollari, che ridurrà i tempi di percorrenza da Hanoi a Ho Chi Minh City.
Seguendo l'esempio della Cina, il Vietnam punta su settori ad alta tecnologia come chip per computer, intelligenza artificiale ed energie rinnovabili, offrendo agevolazioni fiscali strategiche e supporto alla ricerca in città come Hanoi, Ho Chi Minh City e Danang. Il leader del Partito Comunista vietnamita, To Lam, ha dichiarato l'arrivo di una nuova era di sviluppo, segnalando l'avvio di quella che potrebbe essere la più ambiziosa riforma economica del Vietnam degli ultimi decenni.
Il Vietnam mira a diventare la prossima "economia tigre" dell'Asia entro il 2045, un termine usato per descrivere la precedente ascesa di paesi come la Corea del Sud e Taiwan. La sfida che si attende significa conciliare la crescita con le riforme in ritardo, l'invecchiamento della popolazione, i rischi climatici e le istituzioni scricchiolanti.
A ciò si aggiunge la pressione esercitata dal presidente Donald Trump sul surplus commerciale del Vietnam con gli Stati Uniti, riflesso della sua sorprendente traiettoria economica. Il Vietnam si stava preparando a modificare le sue politiche economiche ancor prima che i dazi di Trump minacciassero il suo modello di sfornare esportazioni a basso costo per il mondo, consapevole di quella che gli economisti chiamano la "trappola del reddito medio", quando le economie tendono a stabilizzarsi senza riforme sostanziali.
Per andare oltre, la Corea del Sud ha puntato sull'elettronica, Taiwan sui semiconduttori e Singapore sulla finanza, ma l'economia vietnamita oggi è più diversificata e complessa di quanto non lo fossero quei paesi all'epoca e non può contare su un solo settore vincente per guidare la crescita a lungo termine e rimanere competitiva, dato che i salari aumentano e la manodopera a basso costo non è più il suo principale vantaggio.