Il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha confermato che entro il 1 agosto 2024, le guardie di frontiera russe dovranno lasciare l'aeroporto di Zvartnots. Nel corso del recente incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, Pashinyan ha concordato anche il ritiro delle forze militari russe da altre zone.

Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha confermato la notizia indicando che i due leader hanno negoziato alla luce delle mutate circostanze. Il segretario del Consiglio di Sicurezza armeno, Armen Grigoryan, ha rivelato che nei colloqui tra Putin e Pashinyan sono state discusse anche le frontiere tra Armenia e Iran e Armenia e Turchia.

Sebbene Mosca e Yerevan abbiano dichiarato l'assenza di accordi su queste frontiere, la semplice discussione della questione ha suscitato scalpore. In marzo, il presidente del parlamento armeno Alen Simonyan aveva reso chiaro che la questione del ritiro delle guardie di frontiera russe dall'aeroporto era già stata risolta. "Abbiamo comunicato che siamo grati per il vostro aiuto, ma ora non ci serve più", aveva dichiarato Simonyan.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito false le dichiarazioni secondo cui la Russia avrebbe proposto il ritiro totale delle sue guardie di frontiera. Il personale delle guardie di frontiera russe è presente in Armenia in virtù di un accordo firmato il 30 settembre 1992.

Dopo la seconda guerra del Nagorno-Karabakh, la presenza russa ha acquistato maggiore importanza, con un aumento del personale lungo la frontiera con l'Azerbaigian. Con l'inizio della delimitazione dei confini con l'Azerbaigian, la necessità della presenza militare russa è diminuita.

In ambito politico, in Armenia si è discusso della possibile evacuazione anticipata della 102ª base militare russa a Gyumri. Nonostante Pashinyan abbia negato la discussione di una simile eventualità, ha anche evitato di evidenziare i vantaggi della presenza della base.

Le tensioni tra Mosca e Yerevan sono evidenti, con il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che ha avvertito di "conseguenze molto serie" se l'Armenia mettesse in discussione la presenza militare russa. Le relazioni restano tese, malgrado i sorrisi diplomatici di Pashinyan durante la sua recente visita a Mosca.

Il 24 maggio, il Ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore russo in Armenia, Sergey Kopyrkin, per consultazioni. Questo evento segue una serie di sviluppi che hanno complicato le relazioni bilaterali, tra cui esercitazioni militari congiunte tra Armenia e Stati Uniti e il desiderio dell'Armenia di aderire all'Unione Europea.