L'Ordine degli avvocati di Diyarbakır ha avviato una serie di azioni legali per fermare l'esplorazione e l'estrazione di petrolio nelle aree di Bismil, Ergani, Çermik, Silvan e Hazro, alimentando una controversia sulle politiche energetiche della Turchia, volute dall'ex Ministro dell'Energia Berat Albayrak per ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni energetiche. Promuovendo una petizione che definisce "scioccante" la corsa al petrolio nelle aree remote della Turchia, l'organizzazione cerca di bloccare ulteriori sviluppi dei campi petroliferi, sostenendo che queste operazioni compromettono gravemente l'ambiente e la salute pubblica.
La Commissione Ambiente e Diritto Urbano di Diyarbakır, in una dichiarazione scritta, ha denunciato l'attivazione di oltre 200 aree di ricerca e estrazione negli ultimi cinque anni, che hanno ridotto di 35.000 ettari le terre agricole nella regione, sollevando preoccupazioni per un potenziale crisi alimentare. L'ente ha così promosso delle cause di annullamento contro le decisioni che esentano queste attività dalla valutazione dell'impatto ambientale, affermando che sono state prese senza considerare adeguatamente le implicazioni per la comunità e l'ambiente.
Nel frattempo, TPAO (l'ente statale per il petrolio) ha annunciato significative scoperte petrolifere, tra cui un giacimento a Diyarbakır che basta a coprire il 16% del fabbisogno annuo del Paese. Le operazioni, nonostante le controversie legali e ambientali, continuano, con la recente dichiarazione del Ministro dell'Energia Alparslan Bayraktar che il campo di Gabar ha raggiunto una produzione di 40.000 barili al giorno.
Questa disputa sottolinea la crescente tensione tra lo sviluppo industriale e la conservazione ambientale in Turchia, palesando una divisiva questione di equilibrio tra sicurezza energetica nazionale e protezione delle risorse naturali locali.