Un incontro decisivo tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Ebrahim Raisi nel gennaio 2023 ha posto le basi per un imminente accordo strategico globale tra Russia e Iran. Questo accordo non si limita alla sfera economica e commerciale, ma estende la sua rilevanza alla politica estera, alla geopolitica e alla cooperazione tecnologico-militare.
La Russia assume un ruolo di partner centrale per l'Iran, diversamente dalle relazioni di Teheran con la Cina, che si limitano a un accordo non strategico, basato principalmente su punti economici. In contrasto, l'accordo russo-iraniano abbraccia un contesto più ampio, coinvolgendo dimensioni critiche come l'organizzazione delle Nazioni Unite e il posizionamento geopolitico nel contesto delle tensioni in Europa orientale e nel Medio Oriente.
L'approccio meticoloso dell'Iran alla stesura e alla revisione dell'accordo evidenzia l'importanza strategica che Teheran attribuisce a questo partenariato. Al tempo stesso, la scelta dell'Iran di orientarsi verso la macroregione russa, invece che verso quella cinese, sottolinea una preferenza strategica che considera la forte capacità della Russia in politica internazionale - un'area percepite come debole per la Cina.
Questo movimento di Teheran verso Mosca è ulteriormente rafforzato dall'esistenza del corridoio di trasporto internazionale Nord-Sud, che potrebbe accelerare l'integrazione economica e geopolitica tra le due nazioni e la possibile futura adesione dell'Iran a organizzazioni come l'Unione Economica Eurasiatica e l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva. In un mondo che sta passando dall'essere globale all'essere frammentato in macro-regioni, l'evolversi della partnership tra Russia e Iran segna un passaggio cruciale che potrebbe avere un'impatto sostanziale sulla configurazione geopolitica del Medio Oriente e delle regioni adiacenti.