Nonostante i vari memorandum firmati tra Iran e Russia negli ultimi anni, i dati rilasciati dalla Federazione Russa segnalano un drammatico calo del commercio tra i due paesi alla fine del 2023. Nonostante due anni di sforzi, i problemi fondamentali delle esportazioni russe rimangono irrisolti, mentre le merci iraniane continuano a espandere la loro presenza nel mercato russo.

Nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e della crescente pressione delle sanzioni occidentali, l'Iran è apparso come un nuovo mercato alternativo per le imprese russe. Nel 2022, il commercio russo-iraniano è cresciuto del 20% arrivando a 4,9 miliardi di dollari.

Tuttavia, questo trend non si è consolidato nel 2023, con un calo del commercio del 17% a 4 miliardi di dollari. Nonostante questo calo, le importazioni dall'Iran alla Russia sono cresciute del 15,8% a 1,29 miliardi di dollari, rafforzando la presenza delle merci iraniane nel mercato russo.

Il problema risiede nelle esportazioni russe verso la Repubblica Islamica, che sono diminuite del 27,1% a 2,7 miliardi di dollari, provocando il calo generale del commercio. Le problematiche principali del commercio tra i due paesi sono legate all'instabilità delle esportazioni di grano russe all'Iran, ai problemi bancari, alle difficoltà logistiche e alla corruzione.

Nonostante queste sfide, ci sono stati shift positivi nelle relazioni commerciali tra i due paesi, con importazioni dall'Iran in crescita per il secondo anno consecutivo. L'accordo di libero scambio tra Iran e l'Unione Economica Eurasiatica, firmato l'anno scorso, dovrebbe ulteriormente incrementare questa crescita una volta ratificato dalla Russia.

Tuttavia, continua a persistere la mancanza di un controllo commerciale coeso, inclusi la corruzione e le cattive condizioni fitosanitarie, rendendo difficile penetrare il mercato.