Anche grazie all'avanzata dei progetti politici intrapresi con la Turchia, gli Stati del Golfo stanno intensificano gli investimenti in Iraq, dando un impulso di stabilità e sviluppo. Nell'ultimo anno c'è stato un aumento degli investimenti degli Stati del Golfo in Iraq, con il 2023 che ha segnato un momento cruciale per l'economia irachena.

Tra i principali investitori, il Fondo di investimento pubblico saudita ha stabilito una società d'investimento saudita-irachena da 3 miliardi di dollari per finanziare vari settori, e il conglomerato qatariota Estithmar Holdings ha firmato memorandi d'intesa con la Commissione Nazionale per gli Investimenti irachena per un valore di 7 miliardi di dollari. Anche gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait giocano un ruolo significativo nello sviluppo portuale, nella ricostruzione post-conflitto e nel settore delle telecomunicazioni in Iraq.

L'energia è un altro settore di interesse, con la società energetica saudita ACWA Power e la società di petrolio emiratina Crescent Petroleum che hanno firmato accordi importanti per lo sviluppo di risorse energetiche in Iraq. Allo stesso tempo, è continuata l'intensa diplomazia tra il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e l'Iraq, in particolare con l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar che vedono la sicurezza e la cooperazione economica con l'Iraq come essenziali per riportare la stabilità nella regione.

Il Primo Ministro Mohammed Shia Al-Sudani, in carica da ottobre 2022, ha svolto un ruolo chiave nel promuovere gli investimenti del Golfo in Iraq, favorendo la cooperazione economica, energetica e antiterrorismo con i vicini del GCC. La posizione geostrategica dell'Iraq e la sua centralità storica nel mondo arabo ne fanno un vicino importante per gli stati del GCC.

Tuttavia, le relazioni GCC-Iraq attraversarono un periodo di ostilità in seguito all’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein nel 1990. Quando nei decenni successivi emerse una spaccatura tra gli stati del Golfo e l’Iraq, questo vuoto fu riempito dall’Iran sotto forma di cooperazione economica, influenza politica e una rete di milizie per procura.

In effetti, ciò ha sollevato lo spettro della capacità dell’Iran di interferire negli affari della regione più ampia, con il vuoto iracheno che ha portato anche all’emergere di gruppi militanti, in particolare Daesh, che hanno ulteriormente teso le relazioni. Tuttavia, negli ultimi anni, gli Stati del Golfo, in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, hanno scoperto che la sicurezza e la cooperazione economica con l’Iraq sono fondamentali per riportare stabilità nella regione.