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CE manipolata dal Governo montenegrino

Bruxelles – La dirigenza della Central European Aluminum (CEAC) ha accolto con riserva alla relazione di progresso della Commissione Europea del 2015 per il Montenegro, individuando in essa alcune gravi inesattezze circa le vicissitudini che hanno caratterizzato il fallimento della Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP).

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-328969 · 5 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

Azionista di maggioranza nonch&eacute; uno dei maggiori creditori, la CEAC evidenzia con soddisfazione il fatto che la relazione abbia citato il suo contenzioso con le autorit&agrave; montenegrine in ragione dell&#39;esproprio illegale della KAP. Tuttavia, a differenza delle precedenti relazioni e con la stessa risoluzione del Parlamento Europeo del marzo di quest&#39;anno, il Rapporto di Progresso non cita le implicazioni politiche e finanziarie critiche connesse alla mancata risoluzione della controversia della KAP, quando le decisioni degli Arbitrati internazionali aperti su tale controversia e il rischio di potenziali passivit&agrave; per l&#39;economia montenegrina stanno diventando sempre pi&ugrave; concrete. Inoltre, la relazione della CE riporta un dato importante, cio&egrave; che &quot;l&#39;ultima quota della vendita della fabbrica di alluminio della KAP &egrave; stata versata nel mese di agosto del 2015&quot;. Al contrario, precisa la CEAC, &ldquo;tali informazioni sono errate e la Commissione Europea potrebbe essere stata deliberatamente ingannata in tal senso. Il pagamento non &egrave; mai stata fatta al curatore fallimentare. Il denaro &egrave; stato versato su un conto vincolato, e deve essere soddisfatta una serie di condizioni prima che il curatore fallimentare possa ricevere quel denaro, non ultimo la risoluzione di tutti i procedimenti giudiziari relativi alla procedura fallimentare&rdquo;.<br />

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Purtroppo, la relazione intermedia della Commissione europea sembra non aver tenuto conto delle gravi preoccupazioni espressa dal Parlamento europeo per quanto riguarda lo stato di diritto in Montenegro, continua la CEAC nella sua nota. Nella sua risoluzione del marzo 2015, si ricorda, il Parlamento europeo ha chiesto esplicitamente al governo del Montenegro di &quot;risolvere le controversie commerciali con gli investitori stranieri che sono fondamentali per l&#39;economia del Montenegro&quot;; ha inoltre espresso la sua grave preoccupazione per &quot;il ritardo nella risoluzione della procedura fallimentare del pi&ugrave; grande produttore industriale del Montenegro, la fabbrica di alluminio KAP&quot;; e ha chiesto una soluzione sostenibile alla controversia &quot;basata sulla trasparenza e lo stato di diritto&quot;. Infatti, la risoluzione del Parlamento ha evidenziato come il Montenegro abbia violato lo stato di diritto con una tale disinvoltura, spingendosi sino a &ldquo;ignorare l&#39;ingiunzione del Tribunale cipriota sulla vendita KAP&quot;. Utilizzando a volte anche parole molto forti, la Risoluzione ha messo seriamente in discussione la volont&agrave; del Montenegro di ottemperare alle norme e alle decisioni dell&#39;UE, per cui ha invitato il Governo a &quot;riconoscere le decisioni in materia delle autorit&agrave; giudiziarie degli Stati membri dell&#39;Unione europea&quot;.

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Commentando la relazione sui progressi compiuti, il Corporate Affairs Director della CEAC, <strong>Andrey Petrushinin</strong>, ha espresso il rammarico per le inesattezze riportate nella relazione, ma ritiene sia &ldquo;p<em>erfettamente concepibile che i funzionari dell&#39;UE sono stati deliberatamente ingannati in questo senso. Qualora sia cos&igrave;, questo episodio andrebbe ulteriormente a dimostrare la male fede del governo montenegrino verso le istituzioni europee. Esortiamo la Commissione europea a insistere sulle autorit&agrave; montenegrine per giungere ad una rapida risoluzione negoziata della controversia della KAP</em>&quot;, osserva Petrushinin. La CEAC saluta inoltre i commenti del relatore del Montenegro, l&rsquo;europarlamentare <strong>Charles Tannock</strong>, secondo il quale il Montenegro ha bisogno di raddoppiare i propri sforzi per migliorare lo stato di diritto e l&#39;indipendenza del sistema giudiziario e nella lotta alla corruzione. La CEAC esorta il Parlamento europeo e il Consiglio Europeo a mantenere costante la pressione sul governo montenegrino sulle riforme e per addivenire ad una soluzione rapida ed equa della controversia KAP. A tal fine, la CEAC chiede un&rsquo;inchiesta indipendente in seno all&rsquo;UE, che esamini l&rsquo;intera vicenda economico-industriale del complesso di Podgorica, dall&#39;acquisizione di CEAC fino ad oggi. Chiede inoltre al governo del Montenegro di tener conto delle continue sollecitazioni delle istituzioni europee per porre fine alla controversia, rinnovare la classe politica e applicare lo stato di diritto.

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<em><strong>Controversie</strong></em>. Ricordiamo che la CEAC ha avviato due arbitrati internazionali contro il governo del Montenegro per la violazione del contratto di gestione dell&rsquo;KAP, e dell&#39;accordo di tutela degli investimenti esteri tra Cipro e Montenegro. Le querele della CEAC contro il Montenegro includono i danni subiti a seguito delle azioni del governo del Montenegro e per la violazione degli accordi di partenariato con gli investitori. La CEAC ha pi&ugrave; volte chiesto una soluzione negoziata alla controversia, che il governo montenegrino ha costantemente ignorato o respinto. Nei suoi notevoli appelli, la CEAC ha pi&ugrave; volte sottolineato di non essere l&#39;unico investitore straniero della UE ad avere azioni pendenti contro il governo montenegrino, che hanno raggiunto un montante di oltre un miliardo di euro, il che rappresenta quasi un terzo del PIL del paese. &ldquo;<em>La richiesta di una risoluzione &egrave; diventata sempre pi&ugrave; urgente. Nonostante il governo montenegrino si stia sforzando di creare uno stallo procedurale all&rsquo;interno del Arbitrato internazionale contro lo Stato del Montenegro, il processo continua a ritmo sostenuto </em>&ndash; osserva Andrey Petrushinin. I<em>l Montenegro ha trascinato ogni fase del procedimento arbitrale. Ha infatti ritardato la sua scelta dell&rsquo;arbitro nel caso dinanzi all&rsquo;UNCITRAL finch&eacute; poteva. La sua scelta &egrave; poi ricaduta sull&rsquo;arbitro Jernej Sekolec, che &egrave; stato successivamente protagonista di gravi scandali, in ragione della violazione della riservatezza e dell&rsquo;imparzialit&agrave; in un altro caso, ed &egrave; stato quindi sostituito, ritardando ulteriormente il processo, e aggiungendo ulteriori costi sui contribuenti montenegrini. In effetti, l&#39;intransigenza del governo potrebbe costare al Montenegro un terzo del PIL nazionale stimato - che &egrave; il risarcimento complessivo richiesto al Montenegro da parte degli investitori stranieri, tra cui la CEAC, che attendono nei tribunali internazionali. Djukanovic sta effettivamente giocando d&#39;azzardo con il futuro della nazione montenegrina, dicendosi cos&igrave; disposto a portare alla miseria i suoi concittadini per propri scopi</em>&rdquo;, afferma Andrey Petrushinin.

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