<em>La Central European Aluminium Company (CEAC) &egrave; del tutto determinata a portare avanti la propria lotta in sede legale per tutelare gli investimenti profusi nella KAP, ed &egrave; certa di ottenere una risoluzione a favore delle proprie ragioni. Questo quanto emerso dall&rsquo;intervista rilasciata per l&rsquo;Osservatorio Italiano dai rappresentanti della CEAC &ndash; Pavel Primakov, General Counsel, e Andrey Petrushinin, Director Corporate Affairs.

La societ&agrave;, che gestisce le attivit&agrave; nel settore dell&rsquo;aluminio della En Plus Group di Oleg Deripaska nell&rsquo;Europa centro-orientale, &egrave; protagonista di un&rsquo;annosa controversia con il Governo del Montenegro, relativamente alla gestione della fabbrica di alluminio di Podogrica KAP, divenuta ancor pi&ugrave; complessa a seguito dell&rsquo;apertura di un&rsquo;inchiesta sulla sottrazione di elettricit&agrave; dalla rete europea. Nonostante la Procura abbia ammesso l&rsquo;insussistenza di tali accuse, restano i dubbi sulla dinamica degli eventi.

Da parte sua, la CEAC ha prontamente reagito intraprendendo una serie di azioni legali per difendere i propri interessi, in particolare due ricorsi nell&rsquo;ambito della procedura di arbitrato internazionale. Allo stesso modo, continuer&agrave; ad esporre presso le istituzioni europee e i monitor preposti le distorsioni e le irregolarit&agrave; riscontrate nel mercato del Montenegro.</em><br /> <br /> <br /> <strong>Dopo l&rsquo;arresto e il successivo rilascio del direttore finanziario della KAP, Dmitri Potrubach, le autorit&agrave; montenegrine non hanno ancora pienamente accertato i fatti.

Qual &egrave; il vostro commento in merito?</strong><br /> In primo luogo, vorremmo sottolineare che qualsiasi accusa mossa contro il personale della CEAC e contro la dirigenza relativa al presunto furto di elettricit&agrave; &egrave; assolutamente infondata e priva di ogni argomentazione. La CEAC ha profuso tutto il suo impegno nella gestione della KAP, perch&eacute; fossero raggiunti degli accordi con il Governo del Montenegro e quindi risolvere una situazione alquanto difficile.

Tuttavia, tutte le nostre iniziative sono state respinte. Quando abbiamo appreso dell&rsquo;arresto del direttore finanziario della KAP, l&rsquo;impiegato della CEAC Dmitry Potrubach, siamo rimasti scioccati e a dir poco scandalizzati, perch&eacute; non vi era alcun fondamento per le accuse di furto di energia elettrica.

Le stesse argomentazioni addotte erano assurde, perch&eacute; l&rsquo;industria di alluminio non ha un collegamento diretto alla rete elettrica transnazionale, mentre riceve delle forniture tramite la societ&agrave; di trasmissione statale. Qualsiasi irregolarit&agrave; vi sia stata, va chiarita con la stessa compagnia energetica che gestisce nei fatti la rete.

<br /> <strong>Come noto, esisteva un accordo tacito con il Governo per continuare la fornitura di corrente e trovare nel frattempo una soluzione per definire la situazione creatasi. I negoziati sono stati bruscamente interrotti, sino a tradursi nella totale rottura dei rapporti.

A tal proposito, &egrave; possibile affermare che vi sia stata l&#39;ingerenza di un &quot;terzo soggetto&quot; che abbia interferito in questi rapporti?</strong><br /> Da parte nostra, non sappiamo se vi sia stato un intervento di un &lsquo;terzo soggetto&rsquo;, non siamo in possesso di tali informazioni. La domanda dovrebbe essere rivolta, piuttosto, al Governo del Montenegro, essendo l&rsquo;autorit&agrave; responsabile per la fornitura di energia.

Del resto, l&rsquo;arresto del direttore finanziario della KAP &egrave; stata, evidentemente, una tattica dello stesso Governo per distogliere l&rsquo;attenzione sulle proprie responsabilit&agrave; in merito alla sottrazione dell&rsquo;energia dalla rete europea.

<br /> <strong>Sin dai primi problemi riscontrati nella gestione CEAC, alcuni esponenti del Governo del Montenegro hanno intrapreso delle trattative separate con terzi investitori, in particolare la Hudson Investment Group (HGL). A suo parere, quanto pu&ograve; aver influito la loro dichiarazione di interesse verso la KAP nella decisione del Montenegro di mettere fine alla collaborazione con la CEAC?</strong><br /> E&rsquo; difficile per noi dire se eventuali negoziati con altre aziende abbiano influenzato la strategia decisionale del Governo del Montenegro.

Non siamo a conoscenza del fatto che vi siano state trattative con altri investitori. Dinanzi a noi, il solo responsabile della situazione critica venutasi a creare &egrave; sempre stato il Governo del Montenegro, che deve quindi farsi carico delle proprie decisioni.

Resta un comportamento molto &ldquo;particolare&rdquo; per non dire &ldquo;bizzarro&rdquo;, che non &egrave; stato adottato solo nei confronti della nostra societ&agrave;, ma anche dell&rsquo;olandese MNSS, che ha privatizzato in passato la Zelezara di Niksic, nonch&eacute; verso la societ&agrave; energetica A2A. Le controversie che ci hanno preceduto, indicano che il Montenegro &egrave; solito assumere questo tipo di atteggiamento verso gli investitori esteri.

Per quanto riguarda eventuali interferenze esterne, anche qualora vi siano state, la responsabilit&agrave; di ogni decisione presa in virt&ugrave; di determinate pressioni, ricade comunque sul Montenegro.<br /> <br /> <br /> <strong>Come noto, la CEAC ha intrapreso una serie di azioni legali per tutelare i propri interessi nella KAP, in particolare due ricorsi nell&rsquo;ambito della procedura di arbitrato commerciale internazionale, rispettivamente a Parigi e Francoforte. Qual &egrave; oggi lo stato attuale dei negoziati con il Governo del Montenegro, circa la possibilit&agrave; di addivenire ad una soluzione extragiudiziale?</strong><br /> Occorre innanzitutto sottolineare che la nostra societ&agrave; ha richiesto al Governo del Montenegro, in pi&ugrave; riprese di concludere un accordo di compromesso extralegale.

Ogni volta le nostre offerte sono state respinte, nel senso che o non abbiamo ricevuto risposta alle richieste inoltrate, o sono state intraprese azioni del tutto contrastanti, come quella di togliere alla CEAC il diritto di gestione in KAP, sino alla dichiarazione di fallimento. E&rsquo; per questo motivo che abbiamo intrapreso un percorso legale, onde tutelare i nostri investimenti ed ottenere un risarcimento per i danni subiti.

Tuttavia, siamo tutt&rsquo;ora interessati ad intraprendere dei negoziati con il Governo, ed in tal caso bisogna sottolineare che, qualora venga del tutto escluso l&rsquo;accordo extragiudiziariale, i cittadini montenegrini dovranno pagare le conseguenze. Da parte nostra, siamo certi di vincere i processi che abbiamo intrapreso.

Come osservato in precedenza, non siamo i soli ad intraprendere delle azioni legali nei confronti del Governo.<br /> <br /> <br /> <strong>La CEAC &egrave; quindi convinta di poter vincere le cause di arbitrato e dimostrare le responsabilit&agrave; del Governo nella violazione dei diritti degli investitori?</strong><br /> Assolutamente. L&rsquo;intero processo legale &egrave; un percorso alquanto lungo e costoso, e non l&rsquo;avremmo intrapreso se non avessimo avuto la certezza di vincerlo.

Noi siamo del tutto certi che la legge &egrave; dalla nostra parte. Per lo pi&ugrave;, siamo consapevoli che anche l&rsquo;ex proprietario della Zelezara, la MNSS, ha presentato una denuncia le cui argomentazioni sono molto simili alle nostre.

Abbiamo inoltre appreso da media italiani che anche l&rsquo;azienda italiana A2A aveva valutato l&rsquo;ipotesi di intraprendere delle azioni legali contro il Governo.

<br /> <strong>Nell&rsquo;ambito della procedura processuale, la CEAC intende rivolgere delle accuse anche alla societ&agrave; di trasmissione elettrica CGES, che individuate come gestore del collegamento con la KAP?</strong><br /> E&rsquo; una ipotesi che escludiamo. Non abbiamo mosso alcuna accusa nei confronti delle societ&agrave; elettriche, in quanto il nostro principale interlocutore resta il Governo montenegrino.

Anche se fossero state utilizzate per rispondere a delle direttive governative, non &egrave; nostra intenzione coinvolgerle nel processo.

<br /> <strong>La CEAC ha sollevato tale questione anche in sede europea, rilevando come il Montenegro presenti gravi lacune dal punto di vista dello Stato di diritto e delle regole di trasparenza. Che tipo di riscontri avete avuto?</strong><br /> La nostra societ&agrave; ha intrapreso varie conversazioni con diversi stakeholders presso gli organi dell&rsquo;Unione Europea, che si sono mostrati molto interessati a comprendere quali sia il reale contesto economico e giuridico del Montenegro.

Senza dubbio, l&rsquo;immagine che ne esce fuori &egrave; del tutto diversa rispetto alla pubblicit&agrave; che il Governo montenegrino si fa presso le istituzioni europee, nell&rsquo;ambito dei suoi negoziati di integrazione all&rsquo;UE. Noi riteniamo che una risoluzione equa circa il recupero degli investimenti da profusi nella KAP e tolti illegalmente, sar&agrave; un elemento chiave del dossier sui progressi compiuti dal Montenegro per fare il proprio ingresso nell&rsquo;UE, al pari di ogni altro intervento risolutivo sui casi citati di MNSS e A2A.

Questo perch&eacute; non si pu&ograve; permettere l&rsquo;ingresso in Europa di un Paese che presenta ancora gravi lacune nella tutela degli investimenti esteri. Volendo fornire alcuni esempi di come i funzionari europei stiano seriamente prendendo in considerazione le questioni da noi sollevate, ricordiamo gli emendamenti alla Relazione di progresso adottati dal Parlamento europeo, con i quali si chiede al Montenegro di &ldquo;eliminare in modo sistematico la corruzione&rdquo; e &ldquo;implementare le riforme strutturali allo scopo di attirare e tutelare gli investitori esteri&rdquo;.

Si pu&ograve; quindi evincere che le istituzioni europee siano pienamente coscienti dei problemi esistenti nel Paese.<br /> <br /> <br /> <strong>Considerando che spesso &egrave; possibile riscontrare delle difformit&agrave; tra la realt&agrave; dei fatti e quanto percepiscono i monitor europei, ritenete sia possibile creare un fronte comune tra tutte le societ&agrave; che subiscono violazioni ed irregolarit&agrave;, per bloccare l&rsquo;ingresso del Montenegro nella UE?</strong><br /> Siamo consapevoli che quello che dice il governo di Montenegro ai responsabili dell&rsquo;UE sia alquanto diverso dalla realt&agrave; sul territorio. Noi lo abbiamo riscontrato in prima persona e lo abbiamo anche contrastato, agendo in particolare attraverso i media, rispondendo in maniera rapida ed incalzante ad ogni disinformazione dei funzionari montenegrini con argomentazioni concrete.

Per quanto riguarda il livello di conoscenza dei responsabili dell&rsquo;UE, dopo aver intrapreso questa strategia di comunicazione, abbiamo avuto maggiori riscontri, con una sempre maggiore attenzione sui problemi da noi sollevati.<br /> In tale contesto, teniamo a precisare che non &egrave; nostra intenzione bloccare o ostacolare il percorso di integrazione del Montenegro. Quello che noi chiediamo &egrave; che non si faccia aderire all&rsquo;UE nessun Paese &ldquo;ad ogni costo&rdquo;.

Bisogna rispettare le leggi e, per quanto ci riguarda da vicino, i diritti degli investitori esteri. In tal senso, sarebbe fattibile collaborare con altre aziende che hanno avuto problemi simili, per indurre il Governo del Montenegro ad introdurre ed applicare eventuali riforme, ovvero adottare specifiche risoluzioni, che possano poi contribuire al percorso di integrazione.