Inaugurato South Stream in Serbia
Belgrado - Con una cerimonia presso il Palazzo della Serbia, si è dato inizio alla costruzione del tratto del gasdotto "South Stream" sul territorio serbo.
Il grande progetto di realizzazione della interconnessione serba alla nuova rete del gas russo comincia da dal villaggio della Vojvodina di Sajkas, dove sono stati saldati simbolicamente i tubi di collegamento. Ad aprire la cerimonia è stato il Presidente Tomislav Nikolic, il quale ha dichiarato che la Serbia e la Russia hanno scritto insieme più pagine di storia comune, e oggi sono ancora insieme a realizzare lo stesso sogno. "Il South Stream non è solo la storia di un gasdotto, ma è anche un simbolo di collegamento tra Stato e nazione - ha detto Nikolic, continuando - è un simbolo di progresso e di collegamento tra la Serbia e la Russia, che toglie ogni dubbio sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici". Ha inoltre stimato che il progetto mostrerà che la Serbia è un paese in cui è possibile realizzare con successo dei progetti infrastrutturali importanti. "Questo è un ruolo importante che la Serbia ha, non è solo una questione di geografia, ma anche una conseguenza del riconoscimento internazionale del Paese come un paese chiave nella regione, che contribuiscano alla stabilità delle sue politiche", ha detto Nikolic.<br />
Si è detto quindi fiducioso che la Serbia abbia un grande potenziale di costruttori e ingegneri, che sono quindi in grado di applicare la migliore tecnologia al mondo nella costruzione di South Stream, con la consapevolezza dell'importanza dello sviluppo sostenibile e della protezione ambientale.
<a href="http://balcani.tv/video.php?id=97062">VEDI VIDEO CERIMONIA</a><a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/ce22eacecf6695390cbe6ea7d782051a.jpg"></a>
Presente alla cerimonia anche il Ministro dell'Energia della Federazione Russa Alexander Novak, il quale ha letto il discorso di congratulazioni del Presidente russo Vladimir Putin. "La costruzione del gasdotto sarà un importante contributo al miglioramento della sicurezza energetica internazionale", ha detto Putin, aggiungendo che questo è un evento importante non solo per la Serbia e i paesi dei Balcani, ma anche per l'intero continente europeo. "Il tratto sottomarino del South Stream nel Mar Nero dovrà unire i grandi giacimenti di gas naturale della Russia con i più grandi mercati del Sud Est Europa, e fornire così un approvvigionamento di carburante affidabile per i consumatori europei, senza rischi di emergenze", ha affermato Novak, citando le parole del presidente russo.
<strong>Ratificati tre contratti tra la Serbia e la Russia</strong><br />
A margine della cerimonia sono stati firmati tre contratti, quali il Protocollo dell'accordo di prestito, l'accordo sul transito e l'accordo sulle attività di comune interesse tra le parti serba e russa. A porre la firma è stato il Primo Ministro serbo Ivica Dacic, il quale ha stimato che la costruzione del gasdotto "South Stream" sarà uno dei grandi progetti infrastrutturali ed energetici nel territorio della Serbia, che consentirà la crescita economica e l'aumento dell'occupazione. "La Serbia, dopo più di quattro decenni, può dire di aver costruito qualcosa di grande", ha detto Dacic. Egli ha dichiarato che la Serbia sarà un hub regionale significativo per la fornitura di gas e partner energetico affidabile nella regione. L'inizio dei lavori ha visto la presenza del Presidente del Consiglio di Amministrazione della "Gazprom" Alexey Miller, del Ministro dell'Energia Zoran Mihajlovic, e del direttore generale di "Srbijagas", Dušan Bajatovic.<br />
<strong>Il progetto</strong><br />
Il tratto serbo sarà realizzato con un investimento di 1,9 miliardi di euro dalla joint venture "South Stream Serbia", registrata in Svizzera e controllata per il 49 per cento dalla Srbijagas, e il 51 per cento da Gazprom. La sezione attraversa per 421 miglia la Serbia, entrando all'altezza di Zajecar, al confine con la Bulgaria, sino a Subotica, al confine con l'Ungheria. Sul territorio serbo, verranno poi create due diramazioni, dirette in Bosnia-Erzegovina e Croazia. In tal modo, la Serbia costituirà uno snodo per la rete, oltre ad essere un paese di transito, acquisendo così il diritto di percepire royalties pari a 200 milioni di euro. La Serbia ha ora un impianto di stoccaggio di gas nel Banato, mentre è prevista la costruzione di un altro magazzino, oltre che di due o più centrali termoelettriche a ciclo combinato.