annunciate nuove proteste
Belgrado - E' morto nella notte tra sabato e domenica a Belgrado, uno dei bambini della Bosnia Erzegovina senza codice numerico personale.
Il neonato di circa un mese e mezzo, Berin Hamidovic, era stato trasferito in Serbia d'urgenza, a seguito di una complicazione dell'intervento subito a Sarajevo. Tuttavia, non avendo il numero di registrazione, e quindi un passaporto, l'ambulanza che trasportava il bimbo è rimasto bloccato per ore alla frontiera, su ordine della polizia, che ha impedito l'ingresso in Serbia senza documenti. Anche quando sono stati risolti i problemi al confine, e il bambino è stato trasferito in un ospedale di Belgrado, il Cantone di Sarajevo si è rifiutato di accettare il pagamento di 100.000 dinari (50.000 euro) per un intervento chirurgico. "La legge dice che se una operazione non può essere effettuata in Bosnia-Erzegovina, e il bambino ha l'assicurazione sanitaria, l'operazione viene eseguita in un altro Stato. Abbiamo ricevuto invece un rifiuto. Il Cantone ci ha detto che non sono in grado di pagare il trattamento", ha detto padre il Edin Hamidovic.
Non si è fatta attendere la risposta di cittadini e associazioni, che attraverso i socialnetwork hanno diffuso l'appello a partecipare ad una manifestazione pacifica dinanzi al Parlamento della Bosnia-Erzegovina. La manifestazione si tiene domenica sera alle ore 21 a Sarajevo, per rendere omaggio alle vittime della disorganizzazione dell'amministrazione. Il coordinatore della coalizione della società civile, Emir Suljagic, ha detto che la responsabilità di quanto accaduto ricade sul Ministro degli Affari Civili Sredoje Novic, nonché sui leader della RS. "Tutti i funzionari pubblici, funzionari e rappresentanti della RS presso le istituzioni statali, oltre Dodik, Bosic e Nović, sono responsabili di aver messo in pericolo la vita dei cittadini, solo per conquistare un pezzo di sovranità e il diritto di emettere i codici di identificazione personale nella RS ", ha detto Suljagic. A suo parere, la legge del codice fiscale è stata ostaggio del ricatto di SNSD e SDS per salvare la legge elettorale. "La Corte Costituzionale ha annullato la legge elettorale e le sue parti legate ai nomi delle città della RS, e non vi è dubbio che SDS e SNSD hanno dato inizio ad un ricatto. I due partiti hanno successivamente cercato di abolire il centro principale di conteggio della CEC per nascondere la manipolazione all'interno delle commissioni elettorali comunali, così come l'abolizione della lista elettorale, al fine di evitare che la redazione di una lista comune di soggetti politici pro-Bosnia alle prossime elezioni ", ha detto Suljagic.
La mancata adozione della legge sul codice personale ha scatenato un'ondata di proteste a Sarajevo e in altre città della Bosnia Erzegovina, avendo causato una serie di distorsioni per i cittadini. Un caso simile si è verificato per Belmin Ibrišević, bimbo di tre mesi, che non ha potuto lasciare il Paese per ricevere un importante intervento in Germania. Dopo le manifestazioni, il Consiglio dei Ministri ha emesso una decisione provvisoria riguardante il rilascio di numeri di identificazione univoci per i cittadini (jedinstveni matični broj građana, JMBG), validi per 180 giorni. Tuttavia, le proteste sono continuate, per manifestare il proprio malcontento per la mancata adozione del disegno di legge di un numero di identificazione unico. Infatti, dal 12 Febbraio, nessun bambino in BiH può ottenere un numero di identificazione e può essere iscritto nel registro delle nascite, come conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale del gennaio di quest'anno, che sospende la validità della legge vigente in BiH sul numero di identificazione. Il problema si è trasformato ben presto in patologica crisi, perché nel fare le nuove leggi, sono sorti dei contrasti tra i parlamentari serbi e bosniaci con riferimento alle zone di registrazione per il rilascio dei codici. personale. Legislatori bosniaci cercano di entrare a zone di registrazione di Sarajevo, Sarajevo Est e Pale, come avveniva prima della guerra. Partiti serbi si oppongono a tale soluzione chiedendo l'area di registrazione non deve superare i confini delle entità.
<strong>Il nostro commento</strong>
<em>La morte di un bambino può assumere le dimensioni di una tragedia nazionale. Le ricadute in termini di instabilità sono imprevedibili, rendendo quindi la Bosnia un Paese ancor più esposto e diviso all'interno.<br />
Tuttavia, grande responsabilità ricade sulla Commissione Europea, che non ha svolto a dovere le attività di monitoraggio sul Paese, senza effettuare alcun controllo su i funzionari diplomatici della UE. Su di loro ricade la colpa di aver svolto in maniera troppo superficiale le attività di supervisione, accettando passivamente quanto i politici locali e gli stessi media hanno riferito. Le promesse di adottare delle legge e votare delle riforme, non implicano in maniera automatica che saranno mantenute: questo inutile scambio di dichiarazioni è solo un modo perpetuare questo stato di fatti. L'Europa dovrebbe invece prendere provvedimenti urgenti contro il razzismo, l'abuso di potere, e soprattutto intervenire a placare la megalomania e la superficialità dei funzionari bosniaci.<br />
Purtroppo gli ambasciatori europei sono troppo occupati a curare le proprie carriere, gli affari delle società che rappresentano, e ad intromettersi nella banalità politica di un Paese che è allo "stato feudatario". </em>
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