controverso protagonista della storia dei Balcani
Washington - Il diplomatico statunitense Richard Holbrooke è morto all'età di 69 anni a seguito di un improvviso infarto.
Holbrooke, attuale inviato chiave dell'amministrazione di Obama in Afghanistan, sarà senz'altro ricordato per il suo ruolo nella firma dell'Accordo di Dayton che nel 1995 pone fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina, e divenuto protagonista delle accuse dell'ex leader serbo Radovan Karadzic in merito all'esistenza di un accordo in base al quale sarebbe stato escluso da ogni processo dinanzi al Tribunale dell'Aja se si fosse ritirato dalla vita politica e pubblica. Il Ministro degli Esteri Franco Frattini e la Farnesina hanno appreso con dolore e profonda tristezza la notizia della scomparsa di Richard Holbrooke, Rappresentante Speciale per Afghanistan e Pakistan per gli USA.<br />
"Abbiamo perso un uomo di grandissimo valore e impegno professionale con il quale la nostra diplomazia ha proficuamente collaborato negli ultimi vent’anni per affrontare alcune tra le principali crisi internazionali dai Balcani all’Afghanistan" ha commentato il Ministro Frattini. Messaggio di cordoglio giunge anche dallo stesso Karadzic che, tramite il suo avvocato Peter Robinson, esprime "tristezza e rimpianto" per la morte del veterano della diplomazia americana, nonché il suo dispiacere per non ascoltare la testimonianza del diplomatico nel corso del processo, su sua richiesta.
Nel 1995 diviene l'assistente del Segretario di Stato per le questioni europee, recandosi nella ex Jugoslavia per rilanciare i colloqui di pace. Così, il diplomatico americano è diventato il più noto degli esponenti della comunità internazionale nei Balcani, come uno dei creatori ideologici dell'accordo di Dayton. Il suo ruolo nel raggiungimento della pace in Bosnia è stato il culmine della sua carriera diplomatica. Successivamente, nel 1997 diviene inviato speciale per Cipro e Balcani, e nel 1998 e nel 1999 come inviato speciale del Presidente Bill Clinton, guidando così i negoziati per porre fine ai conflitti armati dell'esercito e della polizia serba e l'UCK, senza alcun successo. Nel marzo del 1999 si reca a Belgrado per presentare all'allora presidente jugoslavo Slobodan Milosevic l'ultimatum NATO prima dei bombardamenti della Jugoslavia. Su di lui ricade l'attenzione dei media quando nel 2008 vien arrestato Radovan Karadzic che, dinanzi al Tribunale dell'Aja, parla dell'esistenza di un accordo segreto tra la diplomazia statunitense e l'ex leader. Accordo che tuttavia viene smentito da Holbrooke senza mai venire alla luce.