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Successo dell'Antologia di poeti italiani tradotti in lingua Albanese

Roma - E' stata Pubblicata dal Comitato Minoranze Linguistiche del MiBAC, a cura di Pierfranco Bruni, una nuova edizione dell’Antologia dei Poeti Italiani tradotti in Albanese “Voci e percorsi della poesia italiana contemporanea” dal titolo: “D’una o dell’altra riva di questo mare”.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-258891 · 5 min di lettura

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Lo studio si apre con la Presentazione di Luciano Scala, Direttore Generale del Mibac, e con un Saggio Introduttivo di Pierfranco Bruni, Presidente del Comitato, che ha coordinato e curato gli aspetti letterari e scientifici del progetto L&rsquo;antologia poetica Albanese e Italiana (Poeti italiani del Novecento in lingua Albanese) dal titolo: &ldquo;<em>D&rsquo;una o dell&rsquo;altra riva di questo mare</em>&rdquo;, curata da <strong>Pierfranco Bruni</strong>, Presidente del Comitato, ed edita dal Comitato Nazionale Minoranze etnico &ndash; Linguistiche in Italia del MiBAC con l&rsquo;Alto Patronato del Presidente della Repubblica riscuote sempre pi&ugrave; nuovi consensi. Poeti italiani contemporanei tradotti in lingua albanese. L&rsquo;iniziativa, che ha riscosso apprezzamenti e successo sia negli ambienti accademici sia nei giovani studenti, rientra nelle attivit&agrave; del Comitato del MiBAC che ha lo scopo di promuovere e valorizzare la cultura delle minoranze linguistiche in Italia. Il volume, in una elegante veste, porta la Prefazione di Luciano Scala (Direttore Generale del MiBAC) ed &egrave; arricchita da due saggi (quello introduttivo e quello conclusivo) firmati da Pierfranco Bruni, nei quali &egrave; tracciato un profilo della poesia e della letteratura italiana del Novecento. L&rsquo;antologia, completamente tradotta in Albanese, annovera, tra gli altri, poeti come Alberto Bevilacqua, Giuseppe Bonaviri, Corrado Calabr&ograve;, Giuseppe Conte, Erri De Luca, Daniele Giancane, Alda Merini, Gennaro Malgieri, Gerardo Picardo, Maria Luisa Spaziani, Silvano Trevisani, Nichi Vendola, Andrea Zanzotto. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di far conoscere un tracciato della poesia italiana nei Paesi di lingua Albanese. Infatti il sottotitolo recita: &ldquo;Voci e percorsi della poesia italiana contemporanea&rdquo;. I poeti antologizzati sono tutti viventi. La visione tematica &egrave; quella dell&rsquo;incontro tra culture diverse e in modo particolare pone all&rsquo;attenzione la visione letteraria Mediterranea e quella Adriatica. Il titolo, che &egrave; recuperato da una poesia di Trevisani, &egrave; una metafora emblematica di legare le rive di Paesi frontalieri. In copertina un quadro di Artan Shabani che raffigura un ponte al tramonto che unisce le due sponde.

&ldquo;<em>Un&rsquo;antologia</em> - sottolinea Pierfranco Bruni nella Introduzione - <em>&egrave; quasi sempre una scelta individuale ma, in questo caso, si tratta piuttosto di una scelta che cerca di dimostrare la presenza dei vari percorsi che tuttora costituiscono l&rsquo;asse dominante delle poetiche contemporanee e che animano non solo la poesia ma anche il dibattito sulla poesia stessa. Bisognava individuare un filo conduttore. Quello generazionale, e quindi storico, mi sembra ancora il pi&ugrave; rappresentativo anche perch&eacute; i poeti che qui si presentano sono la pi&ugrave; emblematica dimostrazione della eterogeneit&agrave; delle tematiche, degli stilemi, delle metafore che disegnano il quadro della poesia italiana contemporanea. Leggere questi poeti non &egrave; solo penetrare un Secolo qual &egrave; il Novecento ma &egrave; soprattutto confrontarsi con ci&ograve; che il presente ci offre. Un presente che si ferma alla fine degli anni Cinquanta. Ma la poesia &egrave; anche storia depositata dei propri poeti e la poesia &egrave; fatta dai poeti e la poesia fa i poeti. </em>La poesia - aggiunge Bruni - <em>&egrave; la forma che presenta maggiormente una sua valenza critica. La tradizione poetica italiana trova nel Crepuscolarismo una sua identit&agrave; la cui appartenenza &egrave; viva in tutta una poesia con la quale bisogna ancora fare i conti sia in termini critici sia in termini culturali. S&igrave;, perch&eacute; il Crepuscolarismo, al contrario del Futurismo, non fu certamente un&rsquo;avanguardia ma assorb&igrave; tutta una tradizione ottocentesca e la infuse nel secolo nuovo tanto da caratterizzarlo anche attraverso una visione che la si trova dentro quei movimenti che vivono a cavallo dei primi trenta anni del Novecento. Ci sono poeti</em> - conclude Bruni - c<em>he raccontano i luoghi in una geografia che non &egrave; soltanto paesaggio e natura ma &egrave; geografia dell&rsquo;anima il cui linguaggio ha ben catturato gli stilemi della forma e dei contenuti che sono vivi nella letteratura mediterranea&rdquo;</em>.

Mentre <strong>Luciano Scala</strong> (Direttore Generale del MiBAC) sottolinea nella sua Presentazione: &ldquo;<em>Quando pensiamo alle espressioni della cultura, tendiamo a collocare la poesia in una dimensione a s&eacute; stante, per qualcuno superiore, per altri estranea, per molti, forse, estranea perch&eacute; percepita come superiore, elitaria, in quanto abitata da pochi privilegiati che, perdipi&ugrave;, tali si sentono e si professano con sussiego. Eppure, come scrive Pierfranco Bruni nell&rsquo;introduzione a questo volume, la poesia &laquo;come motivazione&raquo; significa &laquo;ritrovarsi, riconoscersi, ritornare&raquo; a un sentimento di appartenenza comune, di cui il poeta si fa espressione. Il &ldquo;ritorno&rdquo; per eccellenza &egrave; quello alle radici, al luogo natale, alla matrice originaria. Possono parlare ancora alla mente e al cuore sentimenti cos&igrave; apparentemente svincolati dal senso di transito e di impermanenza che i tempi attuali sembrano trasmetterci? L&rsquo;antologia curata da Pierfranco Bruni, aggiunge Scala, suggerisce una risposta affermativa. Pensata in particolare come occasione di avvicinamento alla poesia italiana contemporanea e rivolta a lettori albanesi, l&rsquo;antologia bilingue accoglie, accanto ad autori di fama nazionale, voci di poeti radicati nelle zone dell&rsquo;Italia meridionale che appartengono alle comunit&agrave; linguistiche italo-albanesi, tramiti privilegiati di un incontro e di un dialogo tra l&rsquo;Italia e l&rsquo;Albania. Nella produzione dei primi come in quella dei secondi, il curatore ha posto una particolare attenzione nell&rsquo;individuare le espressioni del &ldquo;sentimento del nostos&rdquo;, della ricerca del &ldquo;ritorno&rdquo; alla purezza delle origini, a tutto vantaggio della dimensione lirica e dell&rsquo;intento riflessivo</em>&rdquo;. Una ricerca che si delinea nel solco delle numerose attivit&agrave; sviluppate dal Comitato che pongono all&rsquo;attenzione il valore delle culture sommerse in un confronto tra identit&agrave; ed etnie. Anche la poesia rientra in un tale contesto alla luce del rapporto tra cultura Italiana, cultura Arbereshe e cultura Albanese. Un aspetto pi&ugrave; volte messo in evidenza dal Comitato con le numerose iniziative svolte.

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