La partita sul controllo dell'industria petrolifera serba resta appesa a una decisione di Washington, con implicazioni dirette sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sugli equilibri energetici regionali. La ministra dell'Energia Dubravka Đedović Handanović ha dichiarato che fino all'ultimo momento non si saprà se l'OFAC prorogherà oltre il 28 agosto la licenza operativa che consente a NIS di lavorare nonostante le sanzioni statunitensi.

Belgrado ha firmato con il gruppo ungherese MOL un accordo fra azionisti destinato a sostituire Gazprom Neft al vertice della compagnia, ma la transazione finanziaria è bloccata: gli istituti bancari coinvolti chiedono un'autorizzazione preventiva all'amministrazione statunitense per non esporsi a sanzioni secondarie, e la parte serba considera concluso il proprio lavoro negoziale. Nel frattempo la raffineria di Pančevo ha portato la lavorazione a 13.000 tonnellate al giorno, il livello più alto dell'ultimo anno.