La Bosnia ed Erzegovina ha una posizione geografica che può trasformarla in un hub energetico regionale e in un collegamento tra l’ Europa e fonti energetiche stabili, mentre la dipendenza energetica europea da un solo fornitore ha già comportato costi elevati e rallentamento economico. Per questo motivo, gli Stati Uniti considerano il progetto dell’ Interconnessione meridionale non un semplice progetto energetico, ma una pietra miliare strategica per rafforzare la cooperazione economica con la Bosnia ed Erzegovina e con altri partner europei.

Il progetto dell’Interconnessione meridionale, ha affermato, non discriminerà alcun tipo di gas e rappresenta una base per la modernizzazione industriale del Paese, oltre ad attirare importanti investimenti statunitensi nel settore privato. Le aziende americane seguono attentamente l’evoluzione del progetto e vedono grandi opportunità commerciali.

Volz ha inoltre evidenziato che gli Stati Uniti mirano a prevenire l’uso dell’energia come strumento politico di pressione e che i contratti con imprese americane garantiscono affidabilità e continuità delle forniture. ll rappresentante speciale statunitense per l'integrazione energetica, Joshua Volz, ha anche sottolineato che il progetto potrebbe consentire alla Bosnia ed Erzegovina di diventare un Paese di transito del gas e integrarsi nei futuri collegamenti regionali, incluso l’ IAP attraverso Albania, Montenegro e Croazia, trasformando così la dinamica energetica dei Balcani. Ha infine indicato la necessità di rimuovere barriere economiche e armonizzare le tariffe per rendere l’energia più accessibile, ribadendo che la realizzazione dell’infrastruttura dipenderà anche dall’efficienza delle autorità locali.