La misura di incrementare del 30% il salario minimo in Republika Srpska sta risultando problematica dal punto di vista economico. L'aumento del salario minimo, ben accolto dai lavoratori, avrà però conseguenze negative sull'intera popolazione.

Con l'incremento del salario minimo, numerose piccole imprese potrebbero essere costrette a interrompere la produzione o a registrarsi nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH). Un salario minimo più elevato comporta anche costi maggiori in termini salariali, destinati a tasse e contributi, che potrebbero portare a licenziamenti o all'incremento dei prezzi dei prodotti.

Nonostante l'insofferenza dei datori di lavoro, il presidente della RS Milorad Dodik sostiene che la RS continua a offrire le migliori condizioni per condurre affari. Tuttavia, data l'attuale situazione, le previsioni non sono ottimistiche.

Se le aziende decidono di continuare a operare in RS in queste condizioni, il costo della produzione subirà necessariamente un incremento, rendendo i loro prodotti meno competitivi per i potenziali partner commerciali.