La crescente rabbia di Pechino per la sicurezza dei suoi cittadini in Pakistan è stata illustrata da un sorprendente battibecco diplomatico lanciato dall'ambasciatore cinese a Islamabad Jiang Zaidong, in una risposta insolitamente diretta ai commenti fatti da un politico pakistano di alto rango che sembrava minimizzare il rischio. La tensione è cresciuta dopo una serie di attacchi che sembravano prendere di mira cittadini cinesi, in particolare nella provincia sud-occidentale irrequieta, e anche altrove.

I funzionari pakistani hanno descritto i commenti dell'ambasciatore come sconcertanti, dati i rapporti diplomatici positivi tra i due paesi. Eppure è stata anche la prima volta che Pakistan e Cina si sono scambiati pubblicamente le colpe, un allontanamento significativo dai loro soliti cortesi scambi diplomatici, almeno quelli in pubblico.

Attualmente, circa 2.300 piccole, medie e grandi aziende cinesi stanno lavorando in Pakistan in vari settori, tra cui il corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). Le aziende cinesi sono interessate a settori quali l'elettronica, l'automotive, i programmi di scambio educativo, le assicurazioni, l'agricoltura, il tessile, la produzione di scarpe, i prodotti chimici, gli impianti di riciclaggio delle batterie e il settore immobiliare.