Il Pakistan sta cercando di gestire una situazione economica difficile attraverso negoziazioni cruciali con la Cina, con l'obiettivo di ristrutturare il debito e migliorare la propria stabilità finanziaria. Tuttavia, le complessità e le incertezze nelle trattative potrebbero avere effetti di vasta portata sul futuro economico e politico del Pakistan.
Il Ministro delle Finanze Muhammad Aurangzeb e il Ministro dell'Energia Sardar Awais Ahmad Khan Laghari sono nella capitale cinese da tre giorni, incontrando varie autorità e agenzie, tra cui Pan Gongsheng, governatore della People's Bank of China (PBoC), e Cao Yuanyuan, vicesegretario generale della National Association of Financial Market Institutional Investors (NAFMII). La Cina inizialmente mostrava riluttanza a discutere la questione, causando un ritardo nella visita e segnalando disaccordo sui prestiti energetici.
Il debito, principalmente proveniente dai progetti energetici, è aumentato a 401 miliardi di rupie, con un incremento del 44% rispetto all'anno precedente. Gli ufficiali pakistani hanno richiesto un'estensione di otto anni per il rimborso del debito energetico, la conversione dei pagamenti di interessi da dollari a yuan cinesi e una riduzione dei tassi di interesse sia per i progetti finanziati dal CPEC che per quelli non legati al CPEC.
Queste misure mirano a ridurre i costi energetici e a ottenere l'approvazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per un pacchetto di salvataggio di 7 miliardi di dollari.