Il Pakistan è arrivato a un punto di svolta critico, visti i risultati negativi raggiunti e le carenze sistemiche che hanno alimentato la sua dipendenza perpetua dal Fondo Monetario Internazionale per i salvataggi finanziari. La principale causa di queste sfide è l'inerzia burocratica radicata che ha ostacolato una governance efficace e aumentato le perdite finanziarie.
L'intrusione della magistratura nel dominio esecutivo ha ulteriormente confuso l'efficacia istituzionale, erodendo la fiducia pubblica e compromettendo l'autonomia amministrativa. La politicizzazione dei meccanismi di responsabilità ha aggravato questi problemi, ostacolando una governance trasparente e creando un clima di incertezza.
In risposta ai problemi finanziari pressanti, il primo ministro ha formato un comitato di austerità presieduto dal ministro delle finanze il 20 febbraio, incaricato di supervisionare rigorosamente e rivedere periodicamente per applicare e allentare le rigorose misure di austerità caso per caso. Nel mese di maggio, il primo ministro aveva proposto rigorose misure di austerità in vista del prossimo bilancio, e delle crescenti obbligazioni salariali e pensionistiche.
Tuttavia, contestualmente, il Governo ha anche approvato consistenti indennità per i parlamentari. Questo paradosso sottolinea una dolorosa mancanza e lassismo nella disciplina fiscale e nelle priorità di governance.