Nell'ambito delle politiche di diversificazione economica, le società di investimento saudite ed emiratine stanno cercando di acquisire quote di partecipazione in compagnie di esplorazione mineraria o di giacimenti preziosi nel cuore dell'Africa. La corsa tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per dominare il mercato dei minerali critici non è solo una questione economica, ma anche di rilevanza strategica per il futuro dell'energia rinnovabile globale.
La società emiratina International Resources Holding (IRH) ha offerto di acquisire una quota di maggioranza (51%) nelle miniere di rame Konkola in Zambia. Questo annuncio segue la dichiarazione fatta a marzo dalla stessa società di voler acquistare una partecipazione nella miniera di rame di Lubambe in Zambia.
In precedenza, a dicembre, IRH aveva acquisito una quota di maggioranza (51%) nella miniera di rame di Mopani, una delle più grandi del Paese, per un valore di 1,1 miliardi di dollari. Parallelamente, l'Arabia Saudita è prossima a concludere un accordo per acquisire una quota di minoranza nel progetto di rame e oro Reko Diq in Pakistan, investendo almeno 1 miliardo di dollari in un progetto valutato complessivamente 7 miliardi di dollari, di proprietà congiunta della società canadese Barrick Gold e del governo pakistano.
Reko Diq è una delle più grandi aree con depositi non sfruttati di rame e oro al mondo, capace di produrre 200.000 tonnellate di rame e 250.000 once d'oro all'anno per oltre mezzo secolo. Mentre l'Arabia Saudita si concentra su acquisizioni di quote minoritarie in operazioni minerarie internazionali per assicurarsi l'approvvigionamento di minerali senza il gravoso compito di gestione delle miniere, gli Emirati Arabi Uniti preferiscono acquisire quote di maggioranza nelle miniere.
Questo approccio è evidente nelle crescenti operazioni di Abu Dhabi nelle miniere di rame in Zambia. Nell'ambito del progetto "Vision 2030", l'Arabia Saudita punta a diventare un hub per l'energia pulita e le tecnologie avanzate, con l'obiettivo di produrre 500.000 auto elettriche all'anno entro il 2030.
Per raggiungere questo scopo, sta investendo significativamente in minerali critici necessari per le batterie delle auto elettriche, e ha in programma la costruzione di un impianto per minerali delle batterie da 2 miliardi di dollari. Gli Emirati Arabi Uniti stanno invece diversificando le loro operazioni minerarie, includendo investimenti in Repubblica Democratica del Congo per sviluppare miniere di minerali critici.
Inoltre, Abu Dhabi mira a stabilirsi come centro regionale per la lavorazione di questi minerali, con progetti come la costruzione di un impianto di lavorazione del litio da 1,4 miliardi di dollari, il primo del suo genere in Medio Oriente.