Lo storico patto di mutua sicurezza tra Stati Uniti e Arabia Saudita, a fronte del raggiungimento di un accordo con Israele, potrebbe rivelarsi una “missione folle" senza valore geopolitico, andando a minare i più ampi obiettivi strategici dell’America in Medio Oriente. Questo il parere degli osservatori statunitensi che guardano con scetticismo alla nuova strategia di Biden.

Secondo le fonti, Washington e Riyadh stanno per finalizzare un patto che prevede garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per l'Arabia Saudita e assistenza nello sviluppo del suo programma nucleare civile. I sostenitori dell'accordo sostengono che rafforzerà la sicurezza regionale, contrastando l'influenza crescente dell'Iran e della Cina nel mondo arabo e facilitando la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita.

Tuttavia, tali benefici sono visti come esagerati o falsi. Gli oppositori avvertono che un accordo con l'Arabia Saudita potrebbe rivitalizzare le avventure militari saudite, favorire la proliferazione di armi nucleari nel Golfo Persico e colpire la credibilità globale degli Stati Uniti, oltre a creare divisioni all'interno del Partito Democratico in vista delle elezioni presidenziali statunitensi.

Mentre i dettagli del patto sono ancora in fase di negoziazione, sembra che includa garanzie di difesa formali e accesso a armi avanzate degli Stati Uniti per l'Arabia Saudita, pur non raggiungendo il livello di un'alleanza stile NATO. Critici sostengono che un tale accordo premerebbe il comportamento imprudente del principe ereditario Mohammed bin Salman, noto per interventi destabilizzanti come la guerra in Yemen e l'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

Potrebbe anche spingere Riyadh a condurre attacchi contro alleati iraniani usando armi statunitensi, e aumentare il rischio di coinvolgimento diretto delle forze statunitensi nei conflitti regionali. L'accordo, inoltre, potrebbe incentivare la corsa agli armamenti nucleari, aumentando la percezione della minaccia da parte dell'Iran e fornendo all’Arabia Saudita gli strumenti per sviluppare una propria arma nucleare.

Potrebbe anche non ridurre significativamente l'influenza della Cina nella regione, data la forte relazione commerciale esistente tra Pechino e Riyadh.