Un recente rapporto del Centro di Ricerca della Camera di Commercio iraniana rivela un peggioramento delle componenti dell'outlook economico del Paese, con prospettive particolarmente gravi per i prossimi mesi nel settore industriale a causa della carenza di materie prime. Il rapporto evidenzia un possibile arresto del trend di miglioramento industriale a causa di restrizioni crescenti sull'accesso alle risorse necessarie per la produzione.

Le sfide includono un significativo deficit commerciale nel 2023 e un aumento della discrepanza tra il prezzo della valuta sul mercato libero e quello governativo, ostacolando l'allocazione di risorse in valuta estera per l'importazione di materie prime essenziali. L'impatto di queste difficoltà è palpabile, con un deficit commerciale non petrolifero che ha raggiunto un record storico di quasi 17 miliardi di dollari lo scorso anno.

Il rapporto registra un valore di 39.6 per l'indice dei manager degli acquisti (PMI) a marzo 2024, che segna una leggera miglioramento rispetto a febbraio dopo l'aggiustamento per le vacanze del nuovo anno persiano, ma rimane inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Altri indici del PMI mostrano un calo nella produzione e nelle scorte di materie prime, con un significativo aumento del costo delle materie prime.

Nonostante un miglioramento continuo nell'indice di impiego dall'ottobre 2023, le pressioni inflazionistiche e il costo della vita creano problemi significativi, specialmente per i lavoratori non qualificati, disincentivati dall'accettare impieghi a livelli di retribuzione attuali. Questi fattori contribuiscono ad un panorama economico difficile per l'Iran, con impatti potenzialmente estesi sui settori produttivi e sulla vita quotidiana dei cittadini.