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Sarajevo - L'Associazione degli Imprenditori Italiani in Bosnia Erzegovina (AIIBH), presentata ufficialmente al pubblico e entrata in funzione nel maggio 2022, è una piattaforma aperta per il collegamento in una rete di imprese italiane e bosniache, che mira…
Sarajevo - L'Associazione degli Imprenditori Italiani in Bosnia Erzegovina (AIIBH), presentata ufficialmente al pubblico e entrata in funzione nel maggio 2022, è una piattaforma aperta per il collegamento in una rete di imprese italiane e bosniache, che mira a consolidare ottimi rapporti bilaterali tra Italia e BiH. Alma Djulic, segretaria dell'Associazione, ha dichiarato per il quotidiano Oslobodjenje il 2 agosto, che questa iniziativa del settore imprenditoriale e bancario italiano è stata fortemente sostenuta dall'Ambasciata dell'Italia in BiH, e che il presidente onorario dell'Associazione è l'Ambasciatore italiano in BiH Marco di Ruzza. I fondatori invece sono Intesa Sanpaolo banka d. d. BiH, la Bosancar d. o.o. Bosanska Krupa, la RS Silicon d.o.o Mrkonjić-Grad (gruppo Mettaleghe), la Bytres d.o.o. Prijedor e l'Ella Textile d.o.o. Gradiska (gruppo Calzedonia). Possono diventare membri dell'Associazione le imprese, gli enti e le istituzioni pubbliche nonché tutte le persone fisiche maggiorenni che esercitano professioni commerciali, produttive, artistiche o altre che sono attive negli scambi economici e commerciali tra l'Italia e BiH. Tra i primi membri ci sono aziende di Sarajevo, Banja Luka, Jelah, Derventa, Laktasi, Zenica, Gradiska, Prijedor e Tuzla. Nei primi mesi dopo la fondazione, l'associazione ha realizzato importanti incontri di collaborazione e lavoro con i rappresentanti dell'Unione Italiana Camere di Commercio (Unioncamere), Confindustria, Agenzia per il Commercio Estero, nonché uno scambio di esperienze ed esempi di buone pratiche con la Rappresentanza economica tedesca in BiH e la Camera di Commercio americana in BiH, ha detto Djulic. L'associazione, come ha sottolineato, sta attualmente lavorando ed un'iniziativa congiunta della Camera degli Imprenditori Italo-Serbi di Belgrado e della Camera di Commercio Italo-Croata di Zagabria per partecipare allo stand congiunto di acquirenti di macchine e attrezzature del settore agricolo e settore alimentare alla fiera SAVE di Verona nell'ottobre 2022, e in autunno dovrebbero essere organizzati anche degli incontri di uomini d'affari e la presentazione dell'Associazione a Banja Luka. Al fine di sviluppare e migliorare le relazioni tra imprenditori italiani e bosniaci, promuovendo e incoraggiando i contatti e la cooperazione con le autorità locali, cantonali, delle entità e statali in BiH, l'Associazione concentra le sue attività sul sostegno mirato delle attività dei suoi membri e sullo sviluppo generale degli scambi economici tra i due mercati menzionati. Le risorse naturali della BiH sono ancora poco utilizzate, il che lascia spazio sufficiente per investimenti e nuovi afflussi di capitali nel settore energetico, nell'agricoltura, nel turismo, nell'industria informatica e anche in altri settori. Per quanto riguarda la presenza di aziende italiane in BiH, Djulic afferma che ci sono circa 100 aziende italiane che sono state fondate attraverso investimenti diretti o congiunti e che hanno più di 10.000 dipendenti. Sono prevalentemente orientate alla produzione di abbigliamento e calzature, oltre che ad attività chimiche, meccaniche, metallurgiche, edili e di design. Ci sono anche quelle impiegate nell'industria automobilistica e tessile, ma negli ultimi anni anche quelle impegnate nel settore informatico. Da sottolineare la presenza italiana nel settore bancario, che è a un livello significativo, dato che circa il 30% del mercato bancario della BiH è coperto dai gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit, ha riferito Djulic. Come aggiunge, la presenza di numerosi imprenditori italiani in BiH indica la loro disponibilità a dimostrare che è possibile svilupparsi in BiH.<br /> <br /> L'economia e la politica devono andare di pari passo, il che significa che uno scenario politico stabile aiuta e uno instabile danneggia l'economia. La BiH non è riuscita a superare completamente le proprie debolezze economiche strutturali, né è uscita completamente dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19 e si è già trovata in una profonda crisi economica a causa del conflitto in Ucraina. La crisi politica minaccia i processi democratici, l'ordine legale e la sicurezza, porta disordini, incertezza e pessimismo tra le persone, mette in pericolo gli affari e scoraggia gli investitori nazionali ed esteri. C'è anche una tendenza estremamente negativa per la partenza di manodopera qualificata, il mancato rispetto della legislazione, l'onere del costo del lavoro, delle imposte parafiscali e fiscali, il che sconvolge l'intero contesto economico. Djulic spiega che l'AIIBH si concentrerà nel prossimo periodo sul rafforzamento della piattaforma che mette in contatto rappresentanti della comunità imprenditoriale e creatori di politiche economiche con l'obiettivo di promuovere iniziative e partenariati imprenditoriali, coltivando il dialogo e il partenariato pubblico-privato, responsabilità sociale e ricerca di soluzioni per promuovere lo sviluppo sostenibile della BiH e della regione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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