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Zagabria - Il Ministro degli Affari esteri, Gordan Grlic Radman, ha dichiarato, lo scorso 18 maggio, che la Croazia sostiene "senza riserve" l'adesione di Finlandia e Svezia alla NATO e di aver incaricato il rappresentante permanente presso la NATO a…
Zagabria - Il Ministro degli Affari esteri, Gordan Grlic Radman, ha dichiarato, lo scorso 18 maggio, che la Croazia sostiene "senza riserve" l'adesione di Finlandia e Svezia alla NATO e di aver incaricato il rappresentante permanente presso la NATO a Bruxelles di accettare le domande di adesione dei due Paesi, ha riferito il 18 maggio, il quotidiano Jutarnji list.<br /> <br /> Grlic Radman ha affermato, a nome del Governo croato, alla riunione informale dei Ministri degli affari esteri della NATO a Berlino, che la Croazia darà un sostegno inequivocabile e senza riserve a quei Paesi, ricordando che a causa dell'invasione russa dell'Ucraina e della conseguente riconfigurazione dell'ordine internazionale mondiale, due Paesi tradizionalmente neutrali hanno deciso di cercare la loro sicurezza nell'alleanza NATO, che garantisce sicurezza ai suoi Paesi membri. Ha aggiunto, inoltre, di aver consigliato al rappresentante permanente presso la NATO a Bruxelles, Mario Nobilo, di accettare la domanda della Finlandia e della Svezia e riceverà una procura dal Governo per firmare il protocollo sottolineando che ci sono, però, ancora dei colloqui con la Turchia. Vale a dire, la Turchia ha minacciato di impedire a Svezia e Finlandia di aderire alla NATO se non soddisfano le condizioni di Ankara, ovvero devono smettere di sostenere i gruppi terroristici nei loro Paesi, in primo luogo il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), fornire chiare garanzie di sicurezza e revocare le restrizioni di esportazioni di armi in Turchia.<br /> <br /> Grlic Radman ha affermato che, dopo aver accolto le richieste di Svezia e Finlandia, tutto dipenderà dai Parlamenti degli Stati membri della NATO quando ratificheranno l'accordo, aggiungendo di essere sicuro che il Parlamento croato ratificherà l'accordo quando arriverà da Bruxelles a Zagabria. Riguardo alle dichiarazioni del Presidente Zoran Milanovic, secondo cui la Croazia dovrebbe bloccare l'accesso dei Paesi citati alla NATO fino a quando non sarà cambiata la legge elettorale in Bosnia ed Erzegovina, ha affermato che si tratta di un ricatto, poiché i due processi dovrebbero essere separati, aggiungendo che il Governo di Plenkovic sta combattendo di più per la questione e la posizione del popolo croato. Secondo lui, i diritti del popolo croato si realizzano attraverso meccanismi legali, sforzi politici e diplomatici, e non attraverso i ricatti, aggiungendo che con le sue dichiarazioni, il Presidente distrugge la reputazione dello Stato sulla scena internazionale, facendo un danno politico che potrebbe mettere in pericolo gli interessi nazionali croati. Grlic Radman ha ribadito che una Bosnia ed Erzegovina stabile è un interesse nazionale strategico della Croazia e ha sottolineato che, dopo le elezioni nel Paese, potrebbe sorgere un problema di sicurezza se la legge elettorale non venisse modificata.<br /> <br /> Parlando del sesto pacchetto di sanzioni dell'Unione europea (UE) contro la Russia, Grlic Radman ha affermato che ci sono diversi Paesi che si oppongono all'embargo sull'importazione di petrolio russo per dipendenza dall'energia russa. Alla domanda se ci sono stati progressi nella risoluzione della sorte di un cittadino croato, che si è arruolato nell'esercito ucraino e che si trova attualmente in prigione in Russia, Grlic Radman ha detto brevemente che il dovere della Croazia è di riportarlo in patria, nonché che la procedura richiede "riservatezza".<br /> <br /> Riguardo al possibile blocco sloveno all'ingresso della Croazia nella zona Schengen, Grlic Radman ha affermato di non aspettarsi che la Slovenia "regoli i conti", sperando che non ci sia un passo indietro, poiché da due anni, la Croazia collabora molto bene con il Governo sloveno. L'ingresso della Croazia nell'area Schengen è principalmente nell'interesse dei cittadini sloveni, mentre la Croazia cercherà di trovare una soluzione comune con gli amici sloveni.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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