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Sarajevo - I minatori di 7 miniere della Federazione della Bosnia-Erzegovina (FBiH), che operano all'interno della società Elektroprivreda BiH (EPBiH), si sono dati appuntamento, martedì 23 novembre, di fronte al palazzo del Governo della FBiH a Sarajevo per…
Sarajevo - I minatori di 7 miniere della Federazione della Bosnia-Erzegovina (FBiH), che operano all'interno della società Elektroprivreda BiH (EPBiH), si sono dati appuntamento, martedì 23 novembre, di fronte al palazzo del Governo della FBiH a Sarajevo per esprimere insoddisfazione in merito alla proposta di regolamento sugli stipendi e il regolamento sulle prestazioni lavorative, e hanno presentato le loro richieste, spiegando che non fermeranno le proteste fino a quando le richieste non saranno soddisfatte. I minatori, tra l'altro, hanno chiesto che vengano messi fuori vigore i regolamenti sul lavoro e le prestazioni lavorative, due documenti che riducono il loro stipendio base dagli attuali 850 a 570 BAM. Il direttore dell'EPBiH, Admir Andelija, in precedenza, ha detto ai minatori che era passato il tempo per ricevere lo stipendio, indipendentemente dalla quantità di produzione. I minatori hanno chiesto anche le dimissioni di Andelija, il quale ha dichiarato per il quotidiano Dnevni avaz che le loro richieste erano irrealistiche e che, se soddisfatte, avrebbero portato a problemi ancora maggiori nel funzionamento del sistema energetico. "Questa situazione può essere superata solo parlando. Insistiamo affinché questo dialogo sociale continui, ma in modo che entrambe le parti siano ascoltate. Purtroppo, ormai da quasi nove mesi, riceviamo solo ultimatum da parte dei sindacati i quali non accettano quanto è stato stabilito attraverso accordi e contratti collettivi. Il sindacato ha deciso di perseguire la giustizia per strada, temo che non sia questa la strada da percorrere", ha detto Andelija.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> In occasione delle proteste dei minatori, martedì sera il Primo Ministro federale, Fadil Novalic, ha convocato una riunione urgente con i membri del Governo, il Direttore di EPBiH e il Consiglio di Amministrazione e il Sindacato dei minatori. Dopo la riunione, Novalic ha dichiarato ai media che voleva sentire quale fosse il problema esatto e purtroppo non ha avuto risposta e in tal senso è stato formato un gruppo di negoziazione che dovrebbe stabilire con i sindacati minerari qual' è il problema. I minatori si sono rifiutati di partecipare alla riunione e non hanno voluto negoziare. Hanno avanzato otto richieste e chiesto che siano soddisfatte. Il Governo quindi non ha soddisfatto le richieste dei minatori, ma ha costituito una gruppo negoziale. Il Ministro federale dell'Energia, delle Miniere e dell'Industria, Nermin Dzindic, ha comunicato, dopo l'incontro, che sono state analizzate le richieste dei minatori e che alcune di queste sono logiche e quindi saranno accettate, mentre, ad esempio, non è possibile licenziare i direttori in tutte le 7 miniere perché in tale modo si farebbe crollare tutto.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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