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Tirana - Stanno sempre di più aumentando i conti che il Governo albanese è costretto a pagare per le cause perse all'arbitrato internazionale. Finora la battaglia legale tra lo Stato e le società "Copri" e "AKTOR" sull'autostrada Tirana-Elbasan è risultato…
Tirana - Stanno sempre di più aumentando i conti che il Governo albanese è costretto a pagare per le cause perse all'arbitrato internazionale. Finora la battaglia legale tra lo Stato e le società "Copri" e "AKTOR" sull'autostrada Tirana-Elbasan è risultato dannosa, obbligando il Governo a sborsare 45 milioni di USD.<br /><br /> Dallìaltra parte, l'imprenditore italiano, Francesco Becchetti, ha congelato 170 mila euro sull'unico contro del Governo all'estero. La fattura degli obblighi si aggrava ulteriormente, con gli altri processi nei tribunali dell'arbitrato, lanciati di recente. Nel mese di settembre (2020), il consorzio turco Durazzo "Kurum Shipping" ha denunciato l'Albania richiedendo un risarcimento danni di 100 milioni di euro, a seguito della risoluzione del contratto di concessione del terminale dei container.<br /><br /> Inoltre, "Arka Energy" ha registrato il 18 dicembre una denuncia sul parco fotovoltaico di Akernia, per il quale ha ottenuto l'appalto internazionale nel 2018, ma il contratto non è stati mai firmato con il Ministero delle Infrastrutture e dell'Energia.<br /><br /> <br /><br /> Il caso Becchetti<br /><br /> L'imprenditore italiano, Francesco Becchetti, ha iniziato a riscuotere i soldi che gli deve l'Albania dopo aver vinto la causa nell'arbitrato. Dopo aver ottenuto luce verde da un tribunale in Belgio, sulla base di una richiesta unilaterale, ha ottenuto dal giudice di primo grado il diritto di eseguire i sequestri da "Eurocontrol". Becchetti ha bloccato 170 mila euro sull'unico contro corrente che lo Stato albanese ha fuori dall'Albania, soldi questi che erano stati depositati come pagamenti dalla "Eurocontrol" per la società albanese "Albcontrol" dalle società che utilizzano lo spazio aereo albanese per il volo. L'Albania è uno dei 41 Stati membri della Eurocontrol, un'istituzione europea responsabile per la raccolta, tra l'altro, dei pagamenti dalle linee aeree che sorvolano i vari territori. Queste somme poi vengono distribuite agli Stati membri, secondo le stime.<br /><br /> I media internazionali hanno informato che il blocco dei soldi è una misura preliminare, che può rimanere in vigore anche durante il 2021, anche se l'Albania rappresentata dagli avvocati Jean-François Goffin e Jean-Luc Hagon (CMS) ha fatto obiezione, argomentando che gli onorari delle compagnie aeree per "Albcontrol" non devono essere toccati, affermando che impugneranno tale confisca.<br /><br /> Francesco Becchetti dopo l'annullamento delle due concessioni dal Governo Rama, si è rivolto al Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie degli Investimenti, il quale ha deciso a suo favore il 24 aprile 2019, dandogli una compensazione di 109 milioni di euro.<br /><br /> Fin dall'inizio, la Repubblica d'Albania ha impugnato la decisione arbitrale e si è rifiutata di pagare quanto dovuto all'imprenditore. Il caso Becchetti continua ad essere proceduto nei altri tribunali internazionali.<br /><br /> Il conflitto tra il Governo e Becchetti ha avuto inizio dopo le elezioni parlamentari del 2013, dopo l'annullamento delle sue due concessioni dal Governo Rama, seguito da un'inchiesta per evasione fiscale, il che ha portato al congelamento dei beni dell'investitore italiano, inclusa anche la chiusura di "Agon Channel". All'epoca Becchetti descrisse le indagini come un attacco deliberato del Governo a causa dell'atteggiamento critico della sua televisione nei loro confronti. Pertanto, nel 2015 diede inizio all'arbitrato contro lo Stato albanese, e lo vinse. Intanto, il Governo ha impugnato la sentenza del tribunale, dicendo che non intende pagare fino a quando questo processo non verrà chiuso definitivamente.<br /><br /> Becchetti però ha continuato i suoi sforzi e nel novembre dello scorso anno, il quotidiano austriaco "Der Standart" ha pubblicato un lungo articolo, in cui il giornalista Eric Frey informava che l'investitore ha chiesto la confisca dei beni albanesi in Austria. Der Standard ha spiegato che in Austria, uno dei più importanti partner economici dell'Albania, lo studio legale "Dorda" si è preso carico di tale compito e ha cercato di raccogliere fino a 25 milioni di euro per Francesco Becchetti. Si tratta di conti correnti e titoli su sette banche, nonché le tariffe di concessione e altre pretese che l'Albania ha con le società Verbund e EVN a causa dei progetti energetici, che sono stati messi in discussione. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Dopo l`articolo dell'austriaco "Der Standard", il Premier Edi Rama ha reagito, insistendo che l'Albania non ha perso la causa nell'arbitrato con Francesco Becchetti, definendo "scandaloso" e una "fake news" l'articolo.<br /><br /> "La diffusione di notizie false è un problema globale. Anche Der Standard in questo caso... non so come è successo, o si trattava di una mancanza di verifica dei fatti. Il caso non è stato concluso, ma alle parti è stato vietato di commentare. L'articolo di Der Standard è scandaloso", ha detto tra l'altro il Premier Rama.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Solo alcuni giorni fa, la confisca dei beni dello Stato albanese nell'area internazionale è stata confermata anche dal quotidiano belga "L'Echo". <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> <br /><br /> Il caso dell'autostrada Tirana-Elbasan<br /><br /> Il Governo albanese ha perso all'arbitrato internazionale contro il consorzio delle società "Copri" e "AKTOR" e deve pagare la somma di 45 milioni di USD. La decisione finale è stata presa il 1° settembre dai tre rappresentanti selezionati WillemVanBaren, in qualità di presidente, e Eduardo Silva Romero della PeterRees QS, in qualità di coarbitro, mentre la sentenza è già stata esposta pienamente.<br /><br /> In una presentazione di oltre 361 pagine, la Corte ha emesso la delibera che la parte denunciata, in tal caso l'Albania, deve pagare ai querelanti tre obblighi. Due legate ai segmenti stradali, secondo le fatture pretese, e uno sulle spese legali dell'arbitrato.<br /><br /> Lo scontro delle società con il Governo albanese ha come punto di partenza l'autostrada Tirana-Elbasan, la cui costruzione è iniziata durante il Governo Berisha e fu associata da più di un decennio con problematiche. Inizialmente, quando fu organizzato l'appalto sul progetto, i greci della "Aktor" vinsero solo la costruzione del tunnel, che comportò un evidente risparmio in relazione al fondo limite previsto in quel periodo per la costruzione.<br /><br /> Poi la costruzione dei altri due Lotti dalla rotonda della TEG fino all'ingresso del tunnel e il Lotto 3, dall'uscita del tunnel in Elbasan, fu vinto dalla joint venture delle società "Copri" e "AKTOR". Nel corso dell'attuazione del progetto furono verificate una serie di problematiche, per la gran parte frane. Tali accaduti aumentano il costo dell'autostrada la quale inizialmente era stata appaltata con un valore di 312 milioni di USD, ma il costo arrivò a 450 milioni di USD.<br /><br /> Durante la realizzazione del progetto, gli scontri tra il Governo e "ACTOR" non furono pochi. A quel periodo, la società sosteneva che i pagamenti non venivano effettuati in tempo, mentre il Governo accusava l'azienda di aver ritardato i lavori oltre la scadenza. Questa situazione tesa ha fatto si che nel 2018 la società "AKTOR" decise di portare il caso all'arbitrato internazionale, richiedendo 44 milioni di dollari, somma che ormai ha già vinto con l'ultima decisione. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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