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NOTIZIE · OI-350781 · 17/10/2019 08:00:00 · 2438 g fa4 min lettura
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Decisione durante il Vertice di Bruxelles

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - I Ministri degli Esteri e degli Affari Europei dell'Unione europea (UE) non hanno raggiunto un accordo sull'apertura dei negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord. Al termine dell'incontro in Lussemburgo, il commissario europeo per…

Tirana - I Ministri degli Esteri e degli Affari Europei dell'Unione europea (UE) non hanno raggiunto un accordo sull'apertura dei negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord. Al termine dell'incontro in Lussemburgo, il commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento, Johannes Hahn, ha espresso la propria delusione dicendo che questo non è un momento di gloria per l'UE, aggiungendo tuttavia che la decisione finale sarà presa durante il fine settimana al vertice dei Capi di Stato e Governi dei Paesi membri dell'UE a Bruxelles.<br /><br /> "Non siamo riusciti a trovare un accordo, ho lottato per renderlo possibile, il nostro team era pienamente impegnato. Non è un momento di gloria per l'Europa, dal momento che in 16 mesi abbiamo discusso tre volte la questione, ed i Paesi membri non hanno preso una decisione sull'apertura dei negoziati...Non ci fermeremo. Speriamo di riuscire a convincere gli altri, perché stiamo parlando di qualcosa di vitale. Non ho alcun sentimento negativo, ma il processo è stato basato sul merito e Skopje e Tirana hanno adempito i criteri per cui noi dobbiamo assolvere i compiti. Sono 25 i Paesi favorevoli all'integrazione. Chiedo scusa ai cittadini albanesi e macedoni perché non siamo riusciti a trovare un consenso determinante", ha dichiarato Hahn.<br /><br /> A sua volta il Ministro degli Esteri della Finlandia, Paese che ha la presidenza dell'UE, ha riferito che spera in una decisione positiva del Consiglio Europeo in occasione della riunione del 18 ottobre.<br /><br /> "Purtroppo alcuni Paesi sono esitanti, uno addirittura contrario ed è richiesta l'unanimità per una decisione. Abbiamo cercato di sfruttare tutte le possibilità per inviare un messaggio ai Balcani, ma senza successo. L'unica cosa che siamo riusciti ad ottenere è che il Consiglio dell'UE ritornerà sulla questione e spero verrà presa una decisione positiva", sono state le parole di Tytti Tuppurainen.<br /><br /> Come ha informato il sig. Hahn, 25 Paesi si sono detti a favore dell'apertura dei negoziati con Tirana e Skopje. La Francia è contraria all'apertura dei negoziati mentre i Paesi Bassi solo verso l'Albania. Nel corso della riunione la Presidenza finlandese ha proposto ufficialmente che la decisione sia separata e non in blocco ma la proposta è stata respinta specialmente da Germania, Italia e Grecia. Nel suo discorso, il Ministro tedesco per l'Europa, Michael Roth ha sottolineato che la posizione della Germania è palese ed è quella di aprire i negoziati per i due Paesi.<br /><br /> "Il processo di allargamento è deludente, lungo per i rispettivi Paesi e non crea fiducia nei membri, perché si perde tempo", ha detto Amélie de Montchalin, Ministro degli Affari Europei della Francia.<br /><br /> Invece il Ministro olandese Stef Blok ha esposto delle riserve, dicendo che i due Paesi ancora non hanno adempito i criteri per avere la data di lancio dei negoziati di adesione con il blocco europeo.<br /><br /> "Per quanto riguarda la Macedonia del Nord, consideriamo che va adempita anche una condizione: l'approvazione della legge sulla Procura Speciale, dopo di che possono iniziare i negoziati. Invece in merito all'Albania, pensiamo che ancora debba lavorare molto e non sia pronta al lancio dei negoziati", ha sottolineato Blok.<br /><br /> E mentre la Danimarca e i Paesi Bassi vogliono vedere maggiore progresso in Albania nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione, nonché l'attuazione della legge, la Francia vuole che venga stabilita una nuova metodologia nel processo di allargamento al fine di renderlo graduale e revocabile. Questo significa che una volta completati i capitoli di negoziazione, questi potranno aprirsi di nuovo se il Paese candidato non prosegue il progresso. La Francia desidera che la Commissione Europea decida in primavera in merito a ciò al punto da prendere una decisione sul lancio dei negoziati la prossima estate. Dalla Commissione Europea hanno risposto che la metodologia può essere modificata in qualsiasi momento, ma ciò non dovrebbe tenere in ostaggio le decisioni sull'avvio dei negoziati.<br /><br /> A questo punto, il potere decisionale resta ai leader dell'UE, che si riuniranno al vertice del 17-18 ottobre a Bruxelles. Davanti a loro vi è la raccomandazione della Commissione Europea sull'apertura senza condizioni dei negoziati e un piano del Bundestag tedesco di dire "si" ai due Paesi, ma con alcune condizioni per l'Albania. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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4
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Aziende
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