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Belgrado - I dipendenti della televisione N1 hanno ricevuto, lunedì 4 febbraio, una lettera in cui venivano minacciati di morte loro e le rispettive famiglie perché, secondo la stessa televisione regionale, riportavano le proteste in Serbia.<br /><br /> In…
Belgrado - I dipendenti della televisione N1 hanno ricevuto, lunedì 4 febbraio, una lettera in cui venivano minacciati di morte loro e le rispettive famiglie perché, secondo la stessa televisione regionale, riportavano le proteste in Serbia.<br /><br /> In una lettera firmata da Beogradski veterani ratova 1999. godine (Veterani belgradesi delle guerre del 1999), viene minacciata l'esplosione dell'edificio dell'emittente televisiva.<br /><br /> L'N1 ha immediatamente informato la Polizia che, in coordinamento con il terzo ufficio del Procuratore, ha trovato e arrestato un sospetto per minacce. Secondo il portavoce della Procura della Repubblica, Ivan Markovic, al sospettato è stata comminata la custodia di 48 ore, sarà interrogato entro quel tempo e sarà presa un'ulteriore decisione.<br /> <br /> Insieme alla lettera è stata inviata anche la tessera dell'associazione dei veterani di guerra della Serbia, ma il suo presidente Zeljko Vukelic ha affermato che l'associazione non è dietro ai messaggi inviati e ha chiesto alla polizia di indagare.<br /> <br /> I giornalisti della televisione N1 sono etichettati come "traditori" e "anti-serbi". "Noi veterani della guerra vi avvertiamo di non giocare con il destino di nessuno perché il vostro destino è nelle nostre mani", recita la lettera.<br /> <br /> Le reazioni e la condanna dei colleghi<br /> <br /> Il presidente della commissione per l'inchiesta dell'omicidio dei giornalisti e il membro del gruppo di lavoro permanente sulla sicurezza dei giornalisti, Veran Matic, ha reagito, affermando che "l'etichettatura spesso porta a minacce aperte, quindi è solo una questione di quando saranno realizzate. Qui c'è una responsabilità molto seria dei politici, che devono astenersi dall'utilizzo di parole dure, che di solito aprono un'ondata di commenti sui social, minacciando la sicurezza".<br /> <br /> Anche l'associazione dei giornalisti della Serbia ha condannato le minacce e ha chiesto alla polizia e alla Procura un'indagine urgente dell'intero caso.<br /> <br /> A proposito delle minacce indirizzate ai giornalisti della televisione N1, il Ministro degli Interni della Serbia, Nebojsa Stefanovic, ha scritto su Twitter che le minacce non saranno mai permesse in Serbia: la polizia sta lavorando intensamente per individuare la persona che ha minacciato.<br /> <br /> Il rappresentante dell'OSCE, Harlem Desir, ha condannato le minacce e ha sollecitato le autorità serbe a identificare e punire con urgenza i responsabili. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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