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Tirana - Dopo tre mesi l'Ente Regolatore dell'Energia (ERE) ha finalmente fornito una risposta alla questione sollevata dal Segretariato della Comunità dell'Energia a Vienna, se la società di produzione dell'energia, KESH ha violato le regole alle aste…
Tirana - Dopo tre mesi l'Ente Regolatore dell'Energia (ERE) ha finalmente fornito una risposta alla questione sollevata dal Segretariato della Comunità dell'Energia a Vienna, se la società di produzione dell'energia, KESH ha violato le regole alle aste svolte per favorire due società: una serba e una albanese.<br /><br /> L'oggetto da esaminare su richiesta del Segretariato di Vienna riguardava la stipulazione di un accordo di compravendita dell'energia elettrica da parte della KESH con le società private, le quali acquistavano l'energia nel periodo degli eccessi di produzione che aveva la compagnia, e che poi la vendevano sul mercato, cosi come la stipulazione degli accordi di deposito dell'energia.<br /><br /> Simili accuse sono state respinte dall'ERE, che nel comunicato stampa ha affermato di aver effettuato un monitoraggio al modo in cui è stata effettuata la compravendita di energia per l'anno 2017 e il periodo Gennaio – Marzo 2018, dove risulta che tutte le procedure seguite dalla KESH sono state conformi alle regole approvate dallo stesso Ente.<br /><br /> Il rapporto di monitoraggio e i risultati sono stati presentati dall'ERE al Segretariato dell'Energia a Vienna e all'Autorità di Concorrenza in Albania.<br /><br /> Alcuni mesi fa la società slovena Gen-I ha reclamato presso il Segretariato dell'Energia a Vienna argomentando che la KESH non aveva rispettato il regolamento in alcune aste. La società slovena sosteneva che la KESH aveva rivelato l'informazione ad altri partecipanti in gara, scoprendo la sua offerta al fine di favorire le altre due società, la GSA e EFT. Sebbene la risposta sia stata presentata al Segretariato dell'Energia a Vienna, l'ERE non ha pubblicato il rapporto di monitoraggio, mentre attende la sua approvazione nel corso di una riunione del consiglio di quest'istituzione.<br /><br /> L'intero scontro istituzionale arrivato fino a Vienna, è il risultato della guerra commerciale tra le società che operano nel mercato energetico. La maggior parte di loro hanno perso considerevoli percentuali del mercato e chiedono il recupero delle perdite. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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