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NOTIZIE · OI-348737 · 30/11/2018 08:00:26 · 2759 g fa3 min lettura
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Serbia invia una richiesta al CEFTA e i sindaci del Kosovo settentrionale si dimettono

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Primo Ministro della Serbia, Ana Brnabic, ha dichiarato di aver inviato, martedì 27 novembre, una richiesta formale al Segretariato del CEFTA per avviare consultazioni dirette sotto l'egida del comitato misto CEFTA, al fine di risolvere il…

Belgrado - Il Primo Ministro della Serbia, Ana Brnabic, ha dichiarato di aver inviato, martedì 27 novembre, una richiesta formale al Segretariato del CEFTA per avviare consultazioni dirette sotto l'egida del comitato misto CEFTA, al fine di risolvere il problema commerciale in corso tra la Serbia e il Kosovo, creato da Pristina introducendo la tassa del 100% sulle merci importate dalla Serbia, violando così l'accordo CEFTA.<br /> <br /> "Il Kosovo ha 90 giorni a partire dal 28 novembre per risolvere il problema attraverso consultazioni dirette all'interno del Comitato CEFTA", ha detto la Brnabic, che si aspetta una rapida reazione del CEFTA dato che la Serbia ha rispettato pienamente l'accordo. Il Primo Ministro serbo ha detto di aver inviato la stessa richiesta anche all'UNMIK, firmatario dell'accordo CEFTA per il territorio del Kosovo e Metohija (KiM), e al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, quindi la Serbia e la Bosnia ed Erzegovina (BiH) collaboreranno per ripristinare una situazione normale.<br /> <br /> Un gran numero di cittadini di Kosovska Mitrovica si è riunito, martedì 27 novembre, per protestare contro le tasse imposte dal Governo del Kosovo. I partecipanti alla protesta pacifica hanno affermato che i serbi in Kosovo non accettano le decisioni e le mosse di Pristina che minacciano la loro sopravvivenza in quella zona.<br /> <br /> Lo stesso giorno, la portavoce dell'Unione Europea, Maja Kocijancic, ha dichiarato che il Governo del Kosovo deve immediatamente ritirare la propria decisione sull'aumento delle tasse sulle merci importate dalla Serbia e dalla BiH, perché provocatorie e offensive.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Le dimissioni dei sindaci nel nord del Kosovo</em><br /> <br /> I sindaci dei quattro comuni a maggioranza serba nel nord del Kosovo, Kosovska Mitrovica, Leposavic, Zubin Potok e Zvecan, si sono dimessi, martedì 27 novembre, a causa della violazione dei diritti umani ed economici dei serbi. Le autorità amministrative nel nord del Kosovo e Metohija, quindi, non esistono più. E' stata anche adottata la dichiarazione sulla cessazione delle comunicazioni con le istituzioni di Pristina. Per solidarietà hanno cessato la loro attività anche i giudici e il personale serbo attivi nei tribunali delle municipalità serbe. Come affermato, questa decisione è definitiva e rimarrà in vigore fino al ritiro completo di tutte le misure discriminatorie di Pristina.<br /> <br /> Le dimissioni sono state presentate dai sindaci di Kosovska Mitrovica, Goran Rakic, di Leposavic, Zoran Todic, di Zubin Potok, Stevan Vulovic, e di Zvecan, Vucina Jankovic.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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