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Tunisi - Lo stato di instabilità e di decomposizione totale, dell'intera classe politica tunisina (a parte il partito islamista Ennahdha), complica un po' di più il difficile processo di transizione democratica in corso, secondo l'analista tunisino Mouldi…
Tunisi - Lo stato di instabilità e di decomposizione totale, dell'intera classe politica tunisina (a parte il partito islamista Ennahdha), complica un po' di più il difficile processo di transizione democratica in corso, secondo l'analista tunisino Mouldi Fehri, in un articolo per Nawaat. I recenti disordini in corso all'interno dei partiti e nei blocchi parlamentari, indicano una trasformazione imminente e imprevedibile della scena politica nazionale. Certamente, questo favorirebbe in primo luogo l'apparizione di tutti i tipi di estremismo e terrorismo in Tunisia e a questo proposito, il Paese ha già conosciuto (e ancora conosce) alcuni degli episodi più detestabili della storia recente, anche se finora è stato evitato il caos totale. Oggi è innegabile che il contesto generale in Tunisia è tutt'altro che piacevole, molto lontani dall'euforia che seguì la rivoluzione. Spogliati della dittatura di Ben Ali, i tunisini credettero, in un primo momento, che i loro problemi sarebbero stati gradualmente risolti. Molti di loro pensavano addirittura che presto sarebbero state trovate soluzioni per i giovani disoccupati e le regioni svantaggiate ed emarginate.<br /> <br /> Tutti gli attori politici tunisini sanno, ma sembra che nessuno trae le conclusioni ovvie: la forza islamista di Ennahda risiede essenzialmente nell'indebolire gli avversari e si basa sulla strategia di lungo termine della "politica passo per passo". Il loro legame con il Presidente Beji Caid Essebsi finora si è basato su una considerazione delle forze politiche derivanti dalle elezioni del 2014, ma questo equilibrio precario tra i due potrebbe durare fino a quando gli interessi delle rispettive parti non si oppongono. Tuttavia, nel periodo pre-elettorale, come avviene oggi, ognuno è portato a giocare il proprio gioco. Intuendo che l'accordo con Beji Caid Essebsi ha ora alcune difficoltà e considerando che lo stesso, ormai, è a fine regime, il leader Ennahda, Rached Ghannouchi sta diventando sempre più distaccato e dimostra di non essere più disposto a sostenere le iniziative di Essebsi, specialmente nel suo desiderio di licenziare il Primo Ministro Youssef Chahed dalla presidenza del Governo. Allo stesso tempo non isolandosi, gli islamisti sono impegnati a cercare nuove alleanze altrove.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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