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Podgorica - Il Presidente montenegrino, Milo Djukanovic, nel suo discorso davanti ai delegati europei, alla sessione plenaria del Parlamento europeo, tenutosi il 2 ottobre a Strasburgo, ha sottolineato che il Montenegro è il leader dell'integrazione europea,…
Podgorica - Il Presidente montenegrino, Milo Djukanovic, nel suo discorso davanti ai delegati europei, alla sessione plenaria del Parlamento europeo, tenutosi il 2 ottobre a Strasburgo, ha sottolineato che il Montenegro è il leader dell'integrazione europea, di non essere euroscettico e che l'unificazione è la parte più importante della risposta a tutti i problemi che l'UE sta attraversando. Il discorso del presidente montenegrino è stato accolto da un grande applauso dei deputati europei.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Gli analisti politici ritengono che la calda accoglienza al Presidente del Montenegro, gli applausi scroscianti dopo il suo discorso e i messaggi che rappresentanti dei Paesi dell'UE hanno inviato al Montenegro, sono un chiaro segnale che questo sarà il prossimo membro dell'UE. Commentando questo evento e i recenti resoconti dei media secondo cui il Montenegro può entrare nell'UE solo dopo che Djukanovic "si ritira", l'analista politico, Dusan Janjic, ha affermato che l'opposizione è ossessionata da Djukanovic e non capisce la cosa fondamentale, che Djukanovic è riuscito a rimanere al potere per tanto tempo perché ha una visione chiara: sa come adattarsi alle tendenze storiche e riconoscere le possibilità realistiche del Montenegro, perciò è ben accolto al Parlamento europeo e alle sessioni della NATO. L'analista politico Srdjan Vukadinovic afferma che la visita del Presidente a Strasburgo è la migliore prova del modo in cui l'UE percepisce il Montenegro. L'opposizione continuerà a dire che il Montenegro non può proseguire il percorso verso l'UE con Djukanovic perché lui è, ovviamente, ritenuto il problema chiave dell'opposizione. Vukadinovic ha aggiunto che, in realtà il problema chiave dell'opposizione è un altro: il disaccordo interno.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il portavoce del partito Nuova Democrazia Serba (NOVA), Marko Kovacevic, crede che il Parlamento europeo ha esortato Djukanovic a sollevare il morale dopo il referendum nella Fyrom-Macedonia, che è stato una specie di duro colpo per l'UE nei Balcani occidentali. Kovacevic ha spiegato che Djukanovic, a Strasburgo, doveva mostrare cosa l'UE si aspetta dai piccoli Paesi e risvegliare il desiderio di ricevere applausi e ovazioni da parte dei politici europei, presumibilmente, seri e significativi. In tale contesto, l'analista ha citato che i leader dei Democratici e dell'URA, Aleksa Becic e Dritan Abazovic, vorrebbero sicuramente ricevere tali applausi dato che rappresentano una concorrenza a Djukanovic per quanto riguarda l'obbedienza alle autorità estere. Kovacevic ha aggiunto negli ultimi mesi, le attività di Becic a Abazovic si sono ridotte a screditare Djukanovic presso coloro, che servono insieme. Djukanovic vince sempre nel servilismo agli stranieri e il compito di Becic e Abazovic, servi meno importanti, è quello di affrontare l'opposizione in Montenegro e confondere il popolo.<br /> <br /> Igor Damjanovic, del movimento "No alla guerra, no alla NATO" (Ne u rat, ne u NATO) ha fatto notare che la partecipazione di Djukanovic alla sessione plenaria del Parlamento europeo dovrebbe far capire ai sostenitori della cosiddetta opposizione civile che i loro leader sono dei buffoni politici. Sui social, il discorso del Presidente a Strasburgo ha suscitato numerose critiche, tra cui anche l'affermazione che il frenetico applauso a Djukanovic al Parlamento europeo è una pittoresca descrizione del crollo della civiltà moderna.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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